Marina militare: né chiamate di soccorso, né attracchi a Tripoli da parte Ong, ma…

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“Non risultano chiamate di soccorso alla centrale operativa di questo comando da parte delle Ong, che non contattano Cincnav, e non esistono evidenze di manovre ad opera delle Ong che abbiano costituito intralcio allo svolgimento delle operazioni della squadra navale”. Cosi’ il comandante in capo della Squadra navale (Cincnav) della Marina, l’ammiraglio di squadra Donato Marzano, in audizione presso la commissione Difesa del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul contributo dei militari italiani al controllo dei flussi migratori nel Mediterraneo e l’impatto della attivita’ delle organizzazioni non governative. Inoltre “sono 6 le Ong, stando a ieri sera” che operano nel Mediterraneo “sulle rotte che risultano statisticamente preferenziali del flusso migratorio”, ha aggiunto. L’ammiraglio Marzano ha poi puntualizzato che la “collaborazione con tutti gli elementi delle forze di polizia e della magistratura e’ efficace, continua, giornaliera”

“Nel quadro di manovra delle Capitanerie di porto, le navi mercantili sono l’ultima ratio nelle operazioni di soccorso,ha aggiunto. “La Marina non puo’ autonomamente intercettare con i propri sistemi le comunicazione satellitari, a meno che non abbia specifica autorizzazione da parte dell’autorita’ giudiziaria o di altri organismi sovranazionali”,

Sugli spostamenti delle navi delle Ong in acque libiche “non abbiamo il tracciamento continuativo, magari avessimo il controllo del 100% del Mediterraneo, ma abbiamo il controllo solo delle aree dove siamo presenti con sensori fissi o mobili…Il modus operandi e’ al limite delle acque territoriali libiche”, in media “circa 12-18 miglia dalle coste”, ha aggiunto, “e non posso escludere che in qualche operazione di soccorso, in coordinamento con gli Imrcc e le autorita’ libiche, siano entrati dentro le acque territoriali libiche”.

Ma “non risultano attracchi a Tripoli” all’ammiraglio Marzano, che sulla possibilita’ che alcune Ong abbiano staccato i propri transponder per uscire dalle acque internazionali e non essere localizzati dai pattugliatori internazionali, ha risposto: “Chi vuole delinquere lo fa”, dunque “se qualcuno vuole fare attivita’ non lecite spegne i transponder, ma questo avviene anche per il traffico di droga, non solo per quello degli esseri umani”.

Interviene Nicola Gratteri, procuratore capo della Repubblica di Catanzaro, intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24 a proposito dello scandalo Ong, in merito alle dichiarazioni rese dal procuratore della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro. “Conosco il procuratore Zuccaro, spiega, e’ una delle persone piu’ serie che ci siano in magistratura. E’ una persona serissima, perbene e, oserei dire, un gentiluomo”.

“Se ha detto questo, aggiunge Gratteri, lui probabilmente ha delle informazioni certe dei Servizi, tipo intercettazioni preventive, che vengono utilizzate per la cattura dei latitanti, pero’ poi non possono, sul piano probatorio e processuale, essere spendibili in dibattimento. Quindi dice ‘So, ma non lo posso dimostrare, non lo posso dimostrare sul piano probatorio’. Io immagino questo, altrimenti andare a inventarsi di sana pianta una cosa del genere non e’ da lui, non e’ da procuratore Zuccaro, non e’ l’uomo che conosco io”.

Giusy Nicolini, sindaco di Lampedusa, intervistata a Mix24 su Radio 24 a proposito dello scandalo Ong, alla domanda di Giovanni Minoli “lei metterebbe la mano sul fuoco nell’escludere rapporti di collusione tra qualche Ong e trafficanti di uomini?” ha risposto: “Assolutamente no. Ma sin dal primo momento non l’ho fatto. Perche’ dovrei meravigliarmi che una Ong non sia fedele al suo compito?”(ITALPRESS)

 

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