Gucciardi: “Tutti gli ospedali saranno potenziati e nessun ospedale chiudera’”

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“C’e’ una trasformazione radicale in senso innovativo e moderno. Ogni cittadino in qualunque parte della nostra regione avra’ diritto alla cura e alla salute e non ci saranno piu’ privilegi per i cittadini che vivono nelle aree metropolitane: anche chi abita nelle zone periferiche potra’ essere curato con le unita’ di emergenza-urgenza”. Cosi’ l’assessore alla Salute della Regione siciliana, Baldo Gucciardi, ha commentato il via libera alla nuova rete ospedaliera dell’isola da parte della commissione ai Servizi Sociali e Sanitari dell’Assemblea regionale siciliana, presieduta da Pippo Digiacomo.
Domani Gucciardi emanera’ il decreto, dopodiche’ il 4 aprile la nuova rete sara’ sottoposta all’esame del Ministero della Salute.
Secondo quanto indicato dal Ministero, i posti letto programmati nel nuovo piano saranno 18.051, divisi fra strutture pubbliche (72%, 13.044) e private (28%, 5.007). “Nella nostra regione mancano ancora reti importanti – ha spiegato Gucciardi -, come quella oncologica, della neuroriabilitazione e della riabilitazione, la rete tempo-dipendente e quella delle emorragie gastrointestinali. La nostra rete si trasforma e si potenzia, soprattutto nei settori oncologici, di chirurgia vascolare e delle malattie infettive. Tutti gli ospedali saranno potenziati e nessun ospedale, ripeto nessuno, chiudera’.
Resteranno tutti gli ospedali per ‘acuti’. Se ci sono aree di scontento nei vari territori, derivano da qualche refuso che puo’ essere contenuto in queste schede complesse e che ovviamente sara’ corretto”. Sono previsti meno primari e meno strutture complesse: “Sono le regole dello Stato, che impone di ridurre i primari. Non vuol dire che ci saranno meno servizi”.
Dopo che il piano saro’ approvato in maniera definitiva dai Ministeri competenti, “finalmente sbloccheremo le assunzioni. In Sicilia i posti vacanti sono fra i 9.400 e i 10.000. I nostri ospedali non possono sopravvivere se non sblocchiamo i concorsi: dobbiamo dare respiro al personale che in questi anni ha fatto sacrifici immensi, altrimenti poi non lamentiamoci se i livelli di assistenza dovessero scendere. Ognuno si deve assumere le sue responsabilita’. Si sono persi troppi anni: dobbiamo recuperare”.
Tra le unita’ immesse in servizio, quelle delle graduatorie prorogate di anno in anno, circa 1.500. A questi stabilizzati bisogna aggiungere la mobilita’ e gli assunti tramite concorsi pubblici, per un totale di circa 9 mila unita’. “La sanita’ non puo’ essere concepita per confini amministrativi – ha sottolineato l’assessore -. Questa rete e’ complessa e richiede dei tempi di attuazione. Non pretendiamo di avere la verita’ rivelata, se ci sono insufficienze le correggeremo. Ascolteremo tutti, sindaci, operatori sanitari e parlamentari regionali. Le emodinamiche – e vale per tutti i settori – non devono essere collocate per fare contento questo o quello, le discipline sono collocate sulla base del numero di abitanti. L’unica deroga che abbiamo chiesto e’ per le unita’ di malattie infettive, nel caso dei migranti. I migranti saranno anche clandestini, ma quando hanno una patologia occupano un posto letto esattamente come un paziente siciliano. Per questo abbiamo chiesto piu’ posti letto rispetto a quelli previsti per le malattie infettive”. (ITALPRESS).

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