Videogiochi: da designer a creative, l’esercito dei professionisti della consolle  

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Fonte: adnkronos.com


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Dal designer al creative director. Sono diverse le figure professionali legate al settore dei videogiochi protagoniste a Roma, da oggi fino a domenica 19 marzo, di Let’s Play, il festival culturale e ludico. L’evento è organizzato da Let’s Play srl e da Q-Academy Impresa Sociale in collaborazione con Aesvi (Associazione editori sviluppatori videogiochi italiani) e realizzato con il sostegno di Mibact, direzione Cinema, Miur e Regione Lazio e con il patrocinio di Roma Capitale, Cni Unesco, Anci, Centro sperimentale di cinematografia, Unesco-Rome City of film, Siae, Federculture, Confindustria Cultura Italia, sponsor Bnl Gruppo Bnp Paribas, media partner Rds 100% Grandi Successi.  Diverse, dunque, le posizioni lavorative che il settore offre. C’è il game designer, ovvero la mente creativa che dà vita al videogioco. Si occupa dello storyboard, ossia dei bozzetti che in sequenza rappresentano l’opera nella sua versione finale; delle meccaniche di gioco e dell’intero aspetto del videogioco, dal design dei personaggi alle difficoltà che i protagonisti dovranno affrontare. E’ lui che supervisiona i processi dall’idea iniziale fino ad arrivare al prodotto finale. Accanto alla mente creativa si trovano una serie di ‘artisti’ che hanno il compito di realizzare graficamente il videogioco. A capo del gruppo di lavoro il lead designer, che si occupa del design del videogioco e prende le scelte creative più importanti. Con lui collaborano il system designer, ovvero il responsabile delle meccaniche di gioco e del loro equilibrio (ad esempio, in un gioco di lotta, sarà lui a decidere le mosse dei personaggi); il level designer, che si occupa di come strutturare i livelli, che decide e pianifica le missioni e come queste andranno ad integrarsi con la trama del gioco; il technical designer, che implementa elementi di gameplay attraverso funzionalità specifiche all’interno del gioco e l’UI designer, che crea l’interfaccia di gioco. Il direttore creativo lavora in sincronia con lead designer e artisti al fine di supervisionare i processi di sviluppo e di garantire che i principali aspetti del gioco come il codice, gli artwork, le immagini e le versioni giocabili di prova siano all’altezza delle aspettative del proprio pubblico, nonché di buona qualità. C’è poi il programmer che si occupa della programmazione, senza la quale il videogioco non potrebbe esistere. Il lead programmer ha il compito di coordinare il team e supervisionarlo, confrontarsi con gli altri reparti, dettare le tempistiche di lavoro, scrivere i codici più complessi.  Al suo fianco c’è l’engine programmer, addetto alla gestione del motore grafico, ovvero il nucleo a livello di codice del videogioco. Figura analoga è il tool programmer, che crea delle interfacce con cui il personaggio deve interagire. L’ai programmer che si occupa di creare l’intelligenza artificiale, il graphic programmer e lo special effects programmer, responsabili della gestione degli elementi 3D del gioco e degli effetti speciali.  Suono e colonna sonora del videogame determineranno il tono e l’atmosfera che si vuole ricreare e di questo si occupa il sound designer, che deve evidenziare, con effetti sonori e composizioni originali, i momenti topici della trama immergendo il giocatore all’interno della storia.  Diversi profili professionali richiesti e per questo tanti atenei italiani si sono aperti al mondo videogioco. La Statale di Milano propone all’interno del corso di laurea magistrale in Informatica un percorso Video Game articolato in due macro-aree: Game design e Game programming. L’Università di Verona ha il master in Computer Game development, mentre la Luiss offre un master in Game Design. L’Università di Genova ha un corso in Videogame design e lo Iudav di Pozzuoli un corso in Comunicazione digitale-indirizzo animazione e videogiochi.  Esistono, poi, realtà più trasversali che propongono veri e propri corsi di preparazione professionale. A Roma si contano l’Accademia italiana dei videogiochi, che propone corsi di studio in Grafica, Programmazione e Art Direction, e la Vigamus Academy, che propone una formazione a 360 gradi sulla produzione e lo sviluppo di videogiochi. A queste si aggiunge anche la milanese Digital Bros Academy, con specializzazioni in game designer, game developer e artist & animator 2D/3D.  Le opportunità di lavoro, soprattutto a livello internazionale, possono arrivare a un placement post diploma che supera il 70%, con punte del 90% per i grafici, che trovano spesso lavoro prima ancora di finire il percorso di studi.  

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