San Valentino patrono degli innamorati, a sua insaputa. Anche i Santi…

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(Giuseppa Castella) Cioccolatini, fiori, cuoricini, messaggi d’amore. C’è un eccesso di sdolcinaura, troppo zuccheroso: è San Valentino. C’è chi fa il conto alla rovescia e chi infastidito prende le dovute distanze. Anche questo è San Valentino. Il giorno più romantico dell’anno, celebrato in gran parte del mondo, prende il nome del martire cristiano Valentino da Terni.

La vita di San Valentino è avvolta nel più fitto mistero. Poche e incerte le informazioni che i documenti storici possono fornirci, in compenso, abbiamo una ricca produzione di leggende che lo vedono protagonista nel portare messaggi di amore e di pace.

Tra le leggende più note vi è quella della Rosa della Riconciliazione. Ve la racconto.

Un giorno Valentino vide litigare due giovani fidanzati e, per riappacificarli, donò loro una rosa e pregò il Signore affinché vegilasse su quei giovani amanti. La storia si diffuse e da ogni dove iniziarono ad arrivare, il 14 di ogni mese, coppie di innamorati desiderose di ricevere la benedizione del Santo.

Non sapremo mai chi è stato realmente Valentino il quale era sconosciuto anche allo stesso Papa Gelasio I il quale infatti scrisse che le azioni meritorie del Santo erano “note soltanto a Dio”.

Di lui sappiamo che nacque a Terni nel 176 e di questa città divenne vescovo. Le sue grandi capacità oratorie gli consentirono di convertire molti pagani fra i quali anche il filosofo Cratone. Intimato più volte a rinnegare la sua fede continuò imperterrito nella sua opera di divulgatore fino a morire decapitato il 14 febbraio del 273.

Il suo corpo fu seppellito sulla collina di Terni, luogo in cui, nel IV secolo, fu edificata una basilica che custodisce ancora oggi le sue spoglie.

Secondo una versione meno romantica fu papa Gelasio I, nel 496 d. C., a sovrapporre il culto di San Valentino ai festeggiamenti sulla fertilità in onore del dio Luperco.

La celebrazione dei Lupercalia si svolgeva, dal 13 al 15 febbraio, con rituali esageratamente sfrenati e quindi mal tollerati dagli antichi Padri della Chiesa che corsero ai ripari cristianizzando il rituale pagano apertamente in contrasto con la morale dei cristiani.

Quanta verità c’è in queste storie non lo possiamo sapere mentre sappiamo con certezza che San Valentino, considerato poco significativo dalla Chiesa, fu cancellato dal calendario liturgico dopo la Riforma del 1970 e sostituito da Cirillo e Metodio, due evangelizzatori slavi.

Come e quando il culto di San Valentino fu associato all’amore romantico e agli innamorati è un’altra questione controversa.

Una delle tesi più accreditate individua l’origine dell’associazione nei seguenti versi:

(…) “ben vieni, estate, che col sole fai /sparire dell’inverno i temporali / le lunghe notti nere sepolcrali/ San Valentino, tu che in alto stai, gli uccelli per te cantano corali; (…)”

È in questi delicati versi del poema “Parlamento degli uccelli” di Geoffrey Chaucer che, per la prima volta, il nome del Santo viene associato agli innamorati.

Da quel momento fiorì una produzione letteraria che dal Geoffrey Chaucer a William Shakespeare riconobbe a Valentino di Trani l’indiscusso ruolo di protettore degli innamorati.

La connotazione commerciale e popolare della festa inizia nell’Ottocento quando l’imprenditrice americana Esther Howland ebbe la geniale idea di produrre su scala industriale le “valentine”, i famosi biglietti di San Valentino della tradizione anglosassone. Dalle valentine ai … gioielli il passo fu breve!

 

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