Baudo, Enia, Faraone, Legambiente: esultanza per Palermo capitale cultura  

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“Palermo è una città meravigliosa, ha  una grandiosità superiore a tante città e la sua nomina a Capitale  italiana della Cultura 2018 può essere una grande opportunità”. Così  Pippo Baudo commenta all’Adnkronos il riconoscimento al capoluogo  siciliano annunciato al Mibact dal ministro dei Beni culturali Dario  Franceschini. Baudo ricorda che “Catania è la sua città ma  -sottolinea- non posso essere partigiano. Palermo ha una grandiosità  superiore”.

“Nel 2018 Palermo sarà Capitale della  Cultura italiana e città ospite di Manifesta, la più importante  biennale europea di arte contemporanea. L’occasione è straordinaria:  utilizzare la cultura come filtro e lente d’ingrandimento per studiare il nostro presente in questo tempo di crisi”. Lo ha detto  all’Adnkronos Davide Enia, scrittore e autore teatrale palermitano  commentando la scelta di Palermo capitale della Cultura 2018.

“Siamo  nel cuore del Mediterraneo e cultura è ciò che nasce direttamente dal  nome stesso della città: Pan Ormus, tutto porto, luogo dell’approdo,  ove si abbraccia ciò che giunge dal mare – dice Enia – Parliamo dunque di termini assoluti, come l’urgenza contemporanea e la sfida del  presente richiedono. Parliamo di accoglienza e misericordia, di  ascolto e analisi, di umiltà e generosità. E questi assoluti già  esistono proprio nel tessuto urbano di Palermo: gli stili si sono  intarsiati l’uno nell’altro nel corso dei secoli, come la vegetazione  che popola i giardini e le ville, come i sapori che compongono la  nostra floridissima cucina”.

“Perché questo siamo, come storia e come prospettiva: accogliere e  rielaborare, rendendo così unico quel particolare che, diventando un  tassello, contribuirà a comporre quel mosaico struggente che è la  Sicilia”, dice ancora l’autore di ‘Italia-Brasile 3 a 2’.        (Ter/AdnKronos)         Un riconoscimento importante che, secondo il celebre presentatore,  potrebbe costituire “un’importante occasione” per la città. “Bisogna  vedere se verrà colta dalle autorità locali -afferma-. Questi  riconoscimenti conferiscono lustro, prestigio, ma poi bisogna  dimostrare di saperli cogliere”. A Palermo Baudo viene spesso. “La  parte antica della città, penso a quartieri come Ballarò -conclude- è  bellissima ma deve essere ristrutturata, deve essere riportata al suo  splendore”.”Palermo Capitale della Cultura 2018 è  anche una grande responsabilità ma, soprattutto, un’opportunità per  rendere la città più accogliente, turisticamente più appetibile,  ambientalmente più sostenibile”. Così il presidente regionale di  Legambiente Sicilia Gianfranco Zanna commenta il riconoscimento appena annunciato dal Mibact.

“I tanti progetti in campo devono diventare presto realtà -aggiunge- a partire dalla realizzazione del Portale del Territorio sul patrimonio  artistico e monumentale, il patrimonio naturale “A prescindere dai ruoli politici e dai metodi di approccio ai problemi della città, la proclamazione di  Palermo come capitale italiana della cultura 2018 è una notizia bella  e che, come si suol dire, ‘fa morale’. Ora il sindaco ha una  responsabilità in più per i prossimi anni, ossia dimostrare che  Palermo può competere anche in altri settori e può essere attraente”.  Lo dice il capogruppo dei Comitati civici al Consiglio comunale di  Palermo, Filippo Occhipinti, che aggiunge: “Complimenti a chi ha  lavorato al progetto, al sindaco e, soprattutto, alla città per una  volta conquista lo spazio che merita”.

“Nel 2018 Palermo sarà Capitale della  Cultura italiana e città ospite di Manifesta, la più importante  biennale europea di arte contemporanea. L’occasione è straordinaria:  utilizzare la cultura come filtro e lente d’ingrandimento per studiare il nostro presente in questo tempo di crisi”. Lo ha detto  all’Adnkronos Davide Enia, scrittore e autore teatrale palermitano  commentando la scelta di Palermo capitale della Cultura 2018. “Siamo  nel cuore del Mediterraneo e cultura è ciò che nasce direttamente dal  nome stesso della città: Pan Ormus, tutto porto, luogo dell’approdo,  ove si abbraccia ciò che giunge dal mare – dice Enia – Parliamo dunque di termini assoluti, come l’urgenza contemporanea e la sfida del  presente richiedono. Parliamo di accoglienza e misericordia, di  ascolto e analisi, di umiltà e generosità. E questi assoluti già  esistono proprio nel tessuto urbano di Palermo: gli stili si sono  intarsiati l’uno nell’altro nel corso dei secoli, come la vegetazione  che popola i giardini e le ville, come i sapori che compongono la  nostra floridissima cucina”.

“Perché questo siamo, come storia e come prospettiva: accogliere e  rielaborare, rendendo così unico quel particolare che, diventando un  tassello, contribuirà a comporre quel mosaico struggente che è la  Sicilia”, dice ancora l’autore di ‘Italia-Brasile 3 a 2’.        (Ter/AdnKronos)

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