Conflitto sui liberi consorzi, per il Governo si vota 28 febbraio, ma l’Ars va verso elezione diretta

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L’Assemblea regionale siciliana verso la ‘finestra legislativa’ per l’approvazione di un disegno di legge che prevede il ritorno del voto diretto delle ex province. E’, come apprende l’Adnkronos, quanto emerge da un primo incontro all’Ars, presieduto dal Presidente della Commissione Affari istituzionali, Salvatore Cascio per discutere dell’ipotesi di rinvio delle elezioni di secondo livello nelle ex Province ma, soprattutto, del ddl presentato ieri che prevede la modifica della legge elettorale con il ritorno del voto diretto nei Liberi consorzi e nelle città metropolitane. Presenti i capigruppo di maggioranza e opposizione. E’ stato, ieri sera, durante l’aula, lo stesso Cascio a chiedere una riunione dopo la discussione, a tratti accesa, sul ritorno del voto
diretto.

Il Presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giovanni Ardizzone, durante la seduta, ha annunciato che ancora il ddl depositato non è arrivato nei suoi uffici, ma ha anche parlato della
possibilità di una ‘finestra legislativa’, dal momento che dalla prossima settimana inizia la sessione di bilancio. E, durante la riunione all’Ars, è emersa la possibilità di una discussione del ddl depositato da Vincenzo Figuccia di Fi. Sembra che i deputati ‘fan’ del ritorno al voto diretto stiano pensando a un voto diretto ma con un consiglio distretto. nelle prossime ore è previsto un incontro con i deputati del Pd per decidere sul da farsi.

Si terranno il prossimo 26 febbraio le elezioni dei Liberi consorzi in Sicliaa. Lo ha deciso il Governo presieduto da Rosario Crocetta. “Eventuali proposizioni di modifiche legislative – dice Crocetta – non possono interferire sulle decisioni dell’esecutivo, che deve rispettare leggi. Si rappresenta che la legge nazionale, pur prevedendo la possibilità di elezioni dirette di primo
grado, esclude tale possibilità in fase di prima applicazione per cui chi oggi propone la modifica della data, di fatto nega questa possibilità”. “La legge Delrio parla chiaro, in fase di prima applicazione l’elezione è di secondo grado”, dice.

“Sull’elezione dei sindaci metropolitani e dei presidenti dei liberi consorzi in Sicilia, il Pd si chiarisca le idee ed esca dall’equivoco comprendendo che dopo la sonora bocciatura della riforma costituzionale è essenziale restituire la parola ai cittadini”. Lo afferma il capogruppo azzurro all’Ars Marco Falcone che ribadisce il sì di Forza Italia all’elezione diretta.

“Siamo sempre stati e rimaniamo convinti sostenitori dell’elezione diretta ma a condizione che il voto avvenga entro giugno – aggiunge – Non accetteremo che l’attuale dibattito sia solo un escamotage per rinviare le elezioni di secondo livello e mantenere gli enti sovracomunali nelle mani di Crocetta e del Pd”.

(Ter/AdnKronos)

 

 

 

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