La sconfitta di Empoli decreta la retrocessione del Palermo. Ci vuole un miracolo. O i soldi di Zamparini

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(enneci) Ci sono sconfitte e sconfitte: questa di Empoli decreta la quasi sicura retrocessione del Palermo. Vero è che ci è ancora metà campionato da disputare e che tutto potrebbe ancora accadere, almeno sotto l’aspetto statistico. Ma è pure vero che sette punti dalla quart’ultima, con altri due concorrenti di pari grado, per il Palermo visto a Empoli e che conosciamo sono troppi.

Intendiamoci, la partita con l’Empoli si sarebbe potuta concludere con un pareggio, anzi la divisione della posta tra due squadre rivelatesi meritevoli entrambe della serie B sarebbe stata più equa. Non solo per il gioco (rectius, non gioco) espresso, ma anche perché al rigore concesso all’Empoli per fallo di Cionek su Maccarone, non appena l’ex rosanero era entrato in campo circa dieci minuti dalla fine, corrispondeva quello non visto per atterraggio di Nestorovski a una manciata di minuti dal triplice fischio.

Il punto, però, non è questo. E’ un altro. Aldilà della sfortuna, che per gli episodi detti, si è riversata sui rosanero, la squadra di Corini ha perso un incontro decisivo come se avesse perso qualsiasi altra partita. Questa squadra, insomma, come si è visto ad Empoli, confermando le precedenti impressioni, non ha attaccamento ai colori, grinta, personalità. Se a fine partita, non vorremmo essere fraintesi, si fossero scatenati battibecchi con gli avversari e se qualche giocatore fosse stato espulso per vibrate proteste contro l’arbitro, ci sarebbero stati paradossalmente dei segnali di vitalità in un organico di modestissimi professionisti (professionisti e non dilettanti solo perché non si dilettano né dilettano giocando al calcio). Invece dagli undici rosanero calma piatta, rassegnazione, interesse semmai per un calciomercato che potrebbe condurli lontano da Palermo.

A parte ciò, un’altra considerazione porta a pensare che questa di Empoli sia stata l’ultima spiaggia per il Palermo, l’ultima e letale. Perdendo a Empoli, Zamparini, che già aveva manifestato il suo scarso interesse a mettere mani sul portafogli, non batterà alcun colpo nel mercato di riparazione invernale. Il girone di ritorno del Palermo, pertanto, verosimilmente sarà un calvario. L’unica cosa da sperare è che la resa sia dignitosa. Sia perché non è gradevole sentire il mondo del calcio riderci sopra, nel caso probabilissimo di ulteriori girandole di tecnici, sia –soprattutto- per l’esito del torneo, che non vorremmo alterato da prestazioni altalenanti dei rosanero.

 

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