Ballarò come Gomorra: spara
in testa ad africano, preso

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PALERMO 04.04.2016 - ARRESTO TENTATO OMICIDIO EXTRACOMUNITARIO. EMANUELE RUBINO, LO SPARATORE. © FRANCO LANNINO/ STUDIO CAMERA


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E’ durato poche ore il “giallo” di via Fiume, a Palermo: la polizia ha sottoposto a fermo di indiziato di delitto il pluripregiudicato Emanuele Rubino, 28enne palermitano, per aver tentato di uccidere, sabato pomeriggio Yusupha Susso, 21enne del Gambia. Dopo una lite nata per futili motivi fra tre ragazzi originari del Gambia ed alcuni giovani di Ballarò, Rubino ha inseguito ed ha esploso un colpo di pistola contro il ventunenne, ferendolo alla testa. Quasi per miracolo il proiettile, di piccolo calibro, è entrato ed uscito dal cranio.

Lo straniero, ricoverato d’urgenza, si trova ancora in coma farmacologico; la prognosi resta riservata. “Le indagini – dicono dalla questura – hanno rivelato uno spaccato sociale fatto di prepotenza e sopraffazione in cui una persona rischia di perdere la vita solo per aver osato reagire ad angherie e ad una vera e propria aggressione da parte del branco”.

Questi i fatti: sabato scorso la vittima, in compagnia di due connazionali, si trovava all’interno di Ballarò. Mentre i tre stavano percorrendo uno dei vicoli della zona, sono stati urtati da un giovane a bordo di uno scooter. I ragazzi africani hanno semplicemente chiesto  di fare maggiore attenzione, ma il palermitano – raggiunta via Maqueda – ha posizionato il mezzo in modo da ostruire la strada ed affrontare i tre giovani.

Nel giro di pochi minuti, diverse persone della zona hanno fatto “gruppo”, hanno circondato i malcapitati, i toni si sono accesi ed uno dei ragazzi è stato colpito. L’aggressione ha provocato l’energica reazione di Susso. Rubino ha seguito tutte le fasi della lite, in modo da controllare cosa stesse accadendo, quindi si è allontanato per fare ritorno, armato, pochi minuti dopo. In particolare ha percorso con la pistola in pugno un tratto di circa cento metri della centralissima via Maqueda, noncurante delle numerose persone che affollavano il centro il sabato pomeriggio, seminando panico tra turisti e passanti.

Dopo un breve inseguimento, il colpo di pistola. Il giovane africano, miracolosamente, non ha perso la vita anche se viene tenuto dai medici in coma farmacologico. “Pur nelle difficoltà di un contesto sociale dove quasi nessuno vede e sente nulla – spiegano dalla questura – il personale della Sezione “Omicidi” della Squadra Mobile, sin da subito, ha concentrato l’attenzione su alcuni pregiudicati della zona ed in meno di 24 ore è giunto ad identificare, incrociando le poche testimonianze raccolte con alcune immagini di videosorveglianza, l’autore del tentato omicidio”. Rubino è stato portato al “Pagliarelli” in regime di isolamento, ed è a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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