Crocetta apre le braccia
alla Libia e diffida della Calabria

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La Sicilia potrebbe arrivare in Libia prima delle Nazioni Unite? Nel giro di un mese, sono passati già sette giorni dall’annuncio del presidente Crocetta, la Regione siciliana potrebbe firmare un protocollo di collaborazione con la Libia.

Gioia Tauro spaventa più della Libia il governo regionale. Pare proprio di sì a giudicare dalle preoccupazioni sollevate da Crocetta, sull’accorpamento degli scali marittimi siciliani con quello calabresi, Gioia Tauro in testa. Il governatore non ha remore di alcun tipo nell’annunciare un impegnativo protocollo di collaborazione della Regione siciliana con la Libia.

Crocetta ha avvistato pericoli di infiltrazioni mafiose quando ha appreso che gli scali marittimi calabresi avrebbero avuto un ruolo importante nel piano di accorpamento degli scali marittimi.

Ma sulla Libia nessun problema. La Sicilia potrebbe stabilire “nel giro di qualche mese” un “protocollo di collaborazione con la Libia”, sul modello di quello già esistente con la Tunisia, aveva annunciato il governatore, a conclusione della settima riunione plenaria dell’Assemblea delle autorita’ regionali e locali del Mediterraneo (Arlem) di Nicosia, tutta incentrata sulla cooperazione fra regioni e città delle due sponde.

Sarebbe meno rischioso cooperare con la Libia che con la Calabria? “Nel mio intervento ho sottolineato quanto la situazione libica preoccupi la Sicilia, l’Italia e l’Europa” ha spiegato Crocetta, riferendo di avere lanciato l’idea di un protocollo di collaborazione, che potrà essere attuato “nel giro di poco tempo, mettendo insieme città come Tobruk e Tripoli, che in questo momento appartengono a due entità statali diverse e invece così sarebbero costrette a convivere in un quadro comune”.

Su che cosa conta Crocetta, tanto da fargli assumere impegni così gravosi nella capitale cipriota? “Ho avuto incontri – spiega  il governatore della Sicilia – con i sindaci di Tripoli e di Zintan, e abbiamo stabilito dei contatti per arrivare nel giro di qualche mese ad un’intesa” da proporre al capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini, come esempio “di cooperazione dal basso, più partecipato”.

Il presidente della Regione siciliana crede in una collaborazione “in tutti i campi, dalla formazione e la ricerca alla sanità, alla pesca e all’agricoltura, fino al restauro dei beni culturali, mettendo insieme istituzioni pubbliche e scientifiche”.

La Regione siciliana può arrivare prima delle Nazioni Unite e  la Nato in Libia, facendosi carico della rinascita di quel Paese? Il presidente Crocetta potrebbe avere ricevuto assicurazioni sull’agibilità politica della Libia, di cui non sappiamo niente. Anche il lasciapassare dell’Isis?

L’entusiasmo di Crocetta dopo Cipro e le preoccupazioni manifestate a proposito dell’alleanza “portuale” con la Calabria sono un enigma. La crisi libica è tutt’altro che risolta: il governo di Tobruk ha “bocciato”  l’intesa raggiunta sul nuovo governo, il Califfato è padrone di un pezzo di Libia, nella Sirte, meno di trecento miglia marine dalla Sicilia. E all’aeroporto di Birgi, Trapani, sono arrivati i caccia dell’Aeronautica italiana, pronti ad intervenire contro Daesh.

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