Licata, crolla ponte sulla
statale: due auto nel vuoto

4
7097


Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

È crollato un ponte sulla strada statale 626 Licata-Ravanusa. Sei persone sono rimaste ferite, mentre – secondo le notizie giunte dai vigili del fuoco – sono parecchie le autovetture rimaste coinvolte. È accaduto questa mattina intorno alle 11,30.

A cedere è stata una parte del viadotto “Petrulla” e non “Lauricella”, come era sembrato in un primo tempo. Secondo una prima ricostruzione sembra che la parte iniziale del viadotto abbia ceduto poco prima dell’arrivo delle automobili che non hanno fatto in tempo a frenare. È stato così inevitabile il tamponamento a catena che si è creato subito dopo il cedimento del viadotto. Due automobili, inoltre, sono precipitate nel vuoto. Gli occupanti dei mezzi coinvolti sono stati soccorsi dai vigili del fuoco. Alcuni di loro hanno riportato fratture su varie parti del corpo. Ma sembra che nessuno di loro sia grave. Presenti sul posto anche polizia e carabinieri.

La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per accertare eventuali responsabilità sul crollo. L’indagine è stata assegnata al pm di turno Carlo Cinque.

“Il crollo del viadotto della strada statale 626, è solo l’ultimo episodio della disastrosa situazione della viabilità in Sicilia e in particolare in provincia di Agrigento. Oggi ne hanno fatto le spese 4 persone rimaste ferite, ma già nel 2013, per puro miracolo, è stata evitata una tragedia sul Ponte del fiume Verdura sulla statale 115 dove si registrano tra l’altro continue interruzioni”.

Così ha detto il Presidente della Commissione Ambiente del Senato Giuseppe Marinello.

“A tutt’oggi, non si conoscono nemmeno le esatte condizioni del viadotto sul fiume Belice, sulla direttrice Menfi-Castelvetrano dove il rischio di nuovi disastri è altissimo. L’Anas attende nuove tragedie per intervenire? Si assuma le sue responsabilita’ e rimuova chi e’ colpevole di inefficienze nei controlli e nella gestione delle strade, altrimenti chiederemo l’intervento del Ministro delle Infrastrutture sui vertici Anas” conclude il Presidente Marinello.

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.


4 Commenti

  1. C’è già in lista un’altro ponte pronto a cedere di schianto, è il ponte sul fiume San Leonardo sulla SS 113 tra Trabia e Termini Imerese, su cui transitano tutti i giorni un gran numero di veicoli, ci transitano anche i mezzi pesanti di svariate tonnellate a cui è proibito il transito… ma tanto… Da decenni senza la minima manutenzione con un senso unico alternato (ridicolo) che aumenta il carico di punta sul ponte in quanto si trovano sempre le code dei veicoli che si fermano la semaforo e poi, tanto per mettere la ciliegina sulla torta, ecco quattro bei plinti giganti in cemento armato posizionati anch’essi sul ponte nel tentativo inutile di ridurre la carreggiata ma non fanno altro che aumentare il carico dello già stressatissimo ponte, Si aspetta solo un bel crack! magari col morto così si appaltano i lavori in fretta e furia… e non dico altro.
    Vuoi vedere che nessuno ne è a conoscenza?

    • Dopo più di un anno i lavori dell’ANAS per la ricostruzione del ponte sul fiume Verdura sono appena iniziati :luglio 2015 Per gli altri viadotti i lavori procedono,quando procedono , lentissimi
      La situazione disastrosa delle autostrade siciliane ,causa di decine di incidenti mortali, è sotto gli occhi di tutti.Che ne pensa il Ministro Delrio ? E la Magistratura ?

  2. Mi associo ad Elio.Aggiungo da parte mia, MA QUANDO GLI ITALIANI E IN PARTICOLARE I SICILIANI LA SMETTONO DI ESSERE UN POPOLO DI PECORONI “TACI E UBBIDISCI” SE QUALCUNO AVESSE DEI DUBBI,ECCO LA DIMOSTRAZIONE PRATICA DELLA MAFIA NEGLI APPALTI PUBBLICI,OLTRE IL SECONDO LIVELLO TUTTO E’ IMPENETRABILE.

  3. Non c’è nulla da commentare.
    Il risultato del degrado politico, ambientale e sociale e sotto gli occhi di tutti.
    Dobbiamo ringraziare i politici, i burocrati, gli amministratori, le imprese pubbliche e private, ed anche noi cittadini, che da sempre abbiamo preferito “l’uovo oggi che la gallina domani”, accaparrandoci al momento, legalmente o illegalmente, di quanto ci si offriva, di quanto potevamo sfruttare in nome della bramosia e dell’egoismo personale, senza una comune visione del bene pubblico e sotto la bandiera del “megghiu ca mi futtu io ca faccillu futtiri all’avutri”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome:

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.