I cognomi come brand: Litrico, Tringali/Tringale, Manoli, Zingale

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Litrico

(come Angelo Litrico, stilista)

Litrico dovrebbe derivare dall’etnico di LITRI, antica regione dell’Africa settentrionale: il capostipite probabilmente era originario di quella località (… septima ut hora diei Mauritania ascribitur Perosis vel patria salinarum. In qua patria iterum maxima caumata esse videntur in qua maximum deserti spatium est et montes qui dicuntur Litri (litricum)…). Si tratta di un cognome raro, tipico del catanese (Catania, Gravina di Catania, Misterbianco, Tremestieri Etneo, Mascalucia, ecc.), ma presente anche nel siracusano (Portopalo di Capo Passero, Augusta, Siracusa, ecc.), nel messinese (Giardini Naxos, Barcellona Pozzo di Gotto, Milazzo, ecc.), nel palermitano (Palermo, Alimena), nel nisseno (Gela). Famiglie Litrico sono sparse qua e là anche in altre regioni italiane: Lombardia, Piemonte, Lazio, Emilia-Romagna, Toscana, Liguria, Puglia.

Personaggi. ANGELO LITRICO (Catania 15/8/1927 – Roma 13/3/1986), stilista. Vestì diversi grandi del tempo, uomini di Stato come J.F.Kennedy, Juan Peron, Tito, D. Eisenhower, il re Hussein di Giordania, Pertini, Krusciov; artisti come Manzù, Mastroianni, Guttuso; poeti come Quasimodo ed Ungaretti; direttori d’orchestra, attori, cantanti, registi. Importante fu l’amicizia tra Litrico e il cardiochirurgo Christian Barnard, il quale, ogni volta che veniva a Roma, grazie all’interessamento di Litrico, visitava centinaia di bambini che operava a Cape Town, in Sudafrica. La Maison Litrico, nata negli anni cinquanta con la trasformazione dell’Atelier Marinelli di Roma, presso il quale, una volta trasferitosi nella capitale, Angelo aveva iniziato il suo apprendistato e del quale poi divenne proprietario, fu la prima ad organizzare “défilé” maschili e ad abbinare i modelli da uomo con i capi femminili che già nel 1950 venivano presentati dalle grandi marche. Angelo fu il primo a firmare un contratto con una grande casa giapponese, poi ai primi contratti ne seguirono altri in tutto il mondo, in Europa, USA, Giappone, Sudamerica, Sudafrica, Australia. Oggi il marchio Litrico è gestito da Luca Litrico, primogenito del fratello di Angelo, Franco. IVANA LITRICO (Catania 1973), pittrice; è una delle quattro fondatrici, nel 2005, del Gruppo “Artisti per Catania” e, nel 2006, ideatrice e organizzatrice della mostra “L’arte… libera espressione umana (Villa Fortuna – CT). Nel 2009 organizza le mostre “L’arte incontra le terre di Aci”(Villa Fortuna – CT). Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in ogni parte del mondo. MARINA LITRICO (Catania), scrittrice, lettrice, bibliotecaria; è utente di Cultura al Femminile e di Letteratura al Femminile. Tra i suoi libri: “Catturando nuvole e sogni”(2014), “La dolceamara melodia del silenzio”(2014).

 

Tringali-Tringale

(come Ciccio Carrà Tringali, poeta dialettale di Lentini)

Tringali deriva dal termine greco medioevale δρουγγαριος (drouggarios) = comandante di un reparto militare chiamato δρουγγος (drouggos): è una prima ipotesi; la seconda ipotesi sull’origine del cognome fa derivare Tringali da un soprannome dialettale nato da un’alterazione del termine medioevale francese antico “trigal”, che significa rumore, baccano, strepito, ma anche baruffa e sbando. E’ un cognome diffuso nella fascia orientale della Sicilia, nel catanese (22 comuni, Catania, Palagonia, Gravina di Catania, ecc.), nel siracusano (10 comuni fra cui Augusta, Siracusa, ecc.), nel ragusano (Ispica, Vittoria, Modica, ecc.). Modesti nuclei si trovano anche in Calabria, Lazio, Lombardia, Piemonte, Liguria, ecc.). La sua variante, Tringale, ha il nucleo più consistente nel catanese (23 comuni, Catania, Mascalucia, Misterbianco, ecc.) e piccoli nuclei nel messinese (Massina, Scaletta Zanclea, Capo d’Orlando, ecc.), nell’ennese (Valguarnera Caropepe, Calascibetta, Enna, Cerami), nel palermitano, nel ragusano, nel trapanese.

Riferimenti storici e personaggi. Secondo una ricerca storico-araldica, Tringali è una famiglia originaria della Lombardia; vari rami del casato si propagarono poi in diverse regioni italiane, soprattutto nel territorio di Genova e nella Sicilia Orientale (Catania, Messina, Siracusa. Fra i personaggi: CICCIO CARRA’ TRINGALI (Lentini 1/11/1874 – 26/4/1963), poeta dialettale di grandi capacità. Fin dalla tenera età venne attratto dalla poesia e dal mondo dei cantastorie che seguiva anche nei paesi vicini.- Fu la moglie Giuseppa Rizzo, a scrivere le poesie che il marito, semianalfabeta, le andava dettando. Provò i più svariati mestieri, soprattutto quello di “bricciularu” o “spaccapetri”, di notte faceva “u vardianu”(guardiano) di aranceti. Le prime sue poesie appaiono in alcuni fogli stampati a Lentini nel 1918. Nel 1919 una prima raccolta di 90 poesie “Ciuri e duluri”, stampata dalla tipografia “Saluta” di Lentini, lo porta all’attenzione del grande pubblico, diventa famoso e apprezzato dai poeti catanesi dell’epoca. Scrive tanto, compone “La Leggenda di Pancali”, poemetto di 450 versi mai pubblicato, quattro commedie di cui una dal titolo “Giustizia di Dio” in tre atti; nel 1947 una raccolta di 347 poesie “Siti di giustizia”, viene pubblicata dalla tipografia “Saluta” di Lentini; nel 1950 un poemetto “Dialucu fra pueta e puitissa”, mai pubblicato, un “Inno a Lentini”, nuerosissime poesie. PAOLO TRINGALI (Catania 31/8/1925), deputato al Parlamento nazionale, sindacalista. Fu eletto per la prima volta nella VIII Legislatura (1979/1983), fu rieletto nella IX Legislatura (1983/1987), nella XII (1994/1996), nella XIII (1996/2001). Iscritto al Gruppo Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale, poi nel Gruppo Alleanza Nazionale. Nella XIII Legislatura fu segretario della XI Commissione “Lavoro pubblico e privato”. ANNA TRINGALI (Cittadella, PD 1983), attrice diplomata presso la Scuola del teatro Stabile del Veneto. Nel 2009 è fra i fondatori di Teatro Bresci, compagnia vincitrice del 2^ Premio OFF 2011 e finalista al Premio OFF 2012. Recita in teatro, cinema e televisione.

 

Manoli

(come Antonino Manoli, pittore del ‘700)

Manoli deriva da Emanuele, nome di origine ebraica, Immanuel, che significa “Dio con noi!”; fu usato per la prima volta dal profeta Isaia e divenne l’appellativo di Gesù. Immanuel, in greco Σμμανουηλ;   in spagnolo Manolo è diminutivo di Manuel, aferetico di Emmanuel. Riteniamo azzardata la derivazione di Manoli dal vocabolo dialettale siciliano “manoli”, termine con cui vengono indicati i “pezzi di canna che servono ai contadini durante la mietitura per proteggere le dita della mano sinistra dal taglio della falce”.(voc. sicil. Piccitto). Il cognome, raro, è diffuso in 84 comuni di alcune regioni italiane, Veneto, Sicilia, Lombardia, Emilia- Romagna, Piemonte, Lazio. Nell’Isola è presente solo nel catanese (Catania, Gravina di Catania, Misterbianco), nell’ennese (Regalbuto), nel siracusano (Siracusa, Lentini, Carlentini), nel messinese (Messina), nel ragusano.

Personaggi. FEDERICA MANOLI, scrittrice, ha scritto il “Manuale di gestione e cura delle collezioni”, Le Monnier, 2015. Laureata in lettere e filosofia con indirizzo storico-artistico e specializzata in Museologia e Museo-grafia, dopo una iniziale attività come restauratrice di dipinti, dal 2001 lavora presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano: si occupa principalmente delle gestione e cura delle collezioni. ANTONINO MANOLI, pittore del ‘700: di lui si possiedono poche notizie. Originario di Noto, lavorò molto nel ragusano: di lui si conoscono cinque tele, due a Modica, una a Scicli e una a Ispica. A Modica, nel Monastero dei Benedettini, si conserva una tela raffigurante Santa Geltrude, Santa Scolastica, San Benedetto, San Placido e San Mauro (1707) e una del 1708 che raffigura San Francesco che intercede verso Dio; a Scicli, nella chiesa di Santa Maria del Gesù è conservata una tela con Santa Elisabetta, Maria, San Giuseppe e San Gioacchino(del 1710); nella chiesa di Sant’Ignazio in San Matteo, la tela con il Beato Guglielmo, patrono della città (del 1721); a Ispica, nella chiesa del Carmine è conservata la tela dell’Immacolata del 1735. GAETANO MANOLI, sergente volontario garibaldino, matricola 1017; censito dall’Archivio di Stato di Torino, già appartenente alla Divisione 16^ Cosenz, Brigata 2^ De Milbitz, Reggimento 1^Malenchini, decima Compagnia.

 

Zingale

(come Pino Zingale, procuratore generale d’Appello della Corte dei Conti)

Alcuni ritengono che Zingale appartenga ad uno stesso ceppo che comprende, oltre a questo cognome, anche Zingales, Zingali, Zingalis; altri invece ritengono che Zingales abbia origini autonome e che il capostipite di questo casato, un barone spagnolo, nel 1392 sia approdato a Palermo al seguito di Martino I, primogenito del Re di Aragona, divenuto poi Re di Sicilia. Zingale sarebbe un cognome tipico siciliano che vuol dire “calzolaio” o anche lavoratore dello zinco. Il cognome Zingale è presente in 118 comuni italiani concentrati soprattutto in Sicilia, ma poi anche diffuso in Lombardia, Piemonte, Sardegna, Lazio. In Sicilia è presente nel catanese (Catania, Bronte, Adrano, Misterbianco, Paternò, ecc.) nel messinese (Cesarò, Messina, Sant’Agata Militello, ecc.) nell’ennese (Troina, Piazza Armerina, Catenanuova, Aidone, Regalbuto, ecc.), nel siracusano (Carlentini, Melilli), nel palermitano (Palermo, Carini). La variante Zignale, probabilmente errore di trascrizione di Zingale, è presente in pochi comuni fra cui Adrano e San Giovanni La Punta, nel catanese, e Regalbuto nell’ennese.

Riferimenti storici e personaggi. PINO ZINGALE (Termini Imerese 28/8/1958), procuratore generale d’Appello della Corte dei Conti per la Regione Siciliana. Laureato in giurisprudenza e in scienze politiche, superato il concorso di Magistrato della Corte dei Conti, ha percorso i vari gradi della carriera magistratuale. Attualmente è delegato al controllo del gestore dei Servizi Energetici s.p.a., professore di diritto tributario presso l’Università telematica Unipegaso, presidente di sezione presso la Commissione Tributaria Regionale di Palermo, direttore del Massimario Tributario, giornalista pubblicista. SALVATORE ZINGALE (Adrano 18/5/1955), ricercatore e docente di semiotica del progetto al Dipartimento di Design del Politecnico di Milano. Fra le sue pubblicazioni in volume: “Segni sui corpi e sugli oggetti” (1999), “Un edificio per il terziario”(2003), “La semiotica e le arti utili in undici dialoghi” (2005), “Gioco, dialogo, design. Una ricerca semiotica”(2009), “Interpretazione e progetto. Semiotica dell’inventiva”(2016) ROSETTA ZINGALE (Bronte 7/8/1916 – Milano 10/10/1996), pittrice e docente; studiò con il professore Carpi all’Accademia di Brera (MI), dove visse e lavorò partecipando attivamente alla vita artistica nazionale dal 1956. Profondamente legata al suo paese d’origine, nelle sue opere espresse una profonda sicilianità; il suo mondo pittorico rimase decisamente mediterraneo. Sue opere sono presenti nelle maggiori collezioni italiane e in molte città straniere, New York, Buenos Aires, Parigi, Londra, Bruxelles, Helsinki.

 

 

 

 

 

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