La questione del pugnale
Meteo di mercoledì 17 maggio

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Ci sono cose difficili e cose facili. E certe volte vjuol dire che “c’è un torto e una raggione”. Il fatto è il secuente: uno dell’India di religione Sikh fu denunciato perché aveva d’incapo un coltello lungo 20 centimetri di quelli che la nostra legge chiama “di misura proibita”. L’indiano disse che quella non era un’arma ma che la sua religione gli comandava di portare addosso cinque segni di appartenenza. Uno è il Kirpan (così si chiama il pugnale) che, dice la religione Sikh, è un modo di dire che il credente si schiera a difesa dei deboli. La stessa religione, disse l’indiano, proibisce di fare un uso aggressivo dell’arma. Insomma è come se un cattolico si portasse dietro un rosario lungo due metri fatto di palle di ferro. Se lo userebbe come le bolas farebbe peccato.

L’indiano in un primo momento fu assolto ma poi la Cassazzione ha deciso che no, le leggi italiane proibiscono di portare un arma “atta a offendere” a prescindere dal fatto che uno dichiari che mai e poi mai offenderebbe a quarcuno. La cosa andò a finire a politica perché ci sono quelli della Lega tutti contenti e già pensano di fare leggi per abolire il velo islamico o costringere ai marocchini di manciare sasizza. Dell’altro lato ci sono quelli che la società multietnica è troppo bellissima e impedire a loro di fare alcune cose è come essere razzisti o peggio.

Ora io penso che ogni paese si fa le sue leggi e quelle valgono nel suo territorio. Nessuno va nel punjab a dire che con quei pugnali si può struppiare a qualcuno. E non so nemmeno se, laffuori, ci sono casi in cui la religione non è stata rispettate e col Kirpan ci hanno fidduliato a qualcuno. Ma sicuramente il nostro amico indiano non ha conto corrente qui perché il metronotte dentro la banca non lo fa entrare di sicuro. E sicuramente non gliene frega niente del calcio perché a una partita Juve-Inter non lo fanno arrivare nemmeno ai tornelli. Insomma, gli argomenti sono tanti e decidere chi ha raggione non è tanto facile. Anche perché ormai i bulli davanti alle discoteche il coltello ce l’hanno pure se è proibito. E lo usano. Altro che religione.

Ma spesso le soluzioni che si pensano fanno ridere. Una volta (sempre a proposito di spade) c’era un re d’Italia Vittorio Emanuele III che era più corto di Berlusconi e solo una para di centimetri più alto di Brunetta. Ma siccome, dice, aveva vinto la Prima Guerra Mondiale, veniva chiamato “Il Re Soldato”. E ci attoccava, nella divisa di capo delle forze armate, di portare la sciabbola. Solo che quella di ordinanza ci stricava per terra e dovettero fare una legge per accorciarla. Ecco perché quel re si conquistò una ‘nciuria pesante: Sciaboletta. Alla stessa maniera, qualche anno fa, fu presentato un disegno di legge che consentiva di portare il Kirpan ma doveva essere finto: di plastica o di legno. I Sikh si rifiutarono perché ci sembro offensivo per i loro dei. E forse qua tutti i torti non li avevano.

Detto ciò veniamo al tempo che sarà bello pure domani. anzi le temperature massime saliranno di una para di gradi, il vento sarà settentrionale ma scarso e il cielo pulito come un lenziolo azzurro steso ad asciucare. Così sarà. Cassazzione di Meteobilli. Tante belle cose. Cassate (con la “s”)

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