Genio e gastronomia: gli spaghetti surrealisti di Salvador Dalì

0
17


Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

Sregolato, eccentrico, esagerato, famelico e geniale Dalì, durante la sua vita ha operato in diversi campi dell’arte: fu pittore, scrittore, illustratore, scenografo, disegnatore di gioielli e di mobili. Elemento di spicco del Surrealismo, il movimento che tendeva ad esprimere l’io interiore in piena libertà senza l’intervento della ragione, dotato di grande immaginazione, aveva il vezzo di assumere atteggiamenti stravaganti per attirare l’attenzione.  Nel suo testo “Confessioni inconfessabili” racconta quanto la vita fosse per lui “gastronomica, spermatica ed esistenziale”.
L’amore per il cibo non gli dava tregua, perché generato in lui addirittura prima di essere venuto al mondo: “Immagino che i miei lettori non ricorderanno, o soltanto molto vagamente, quell’importantissimo periodo della loro vita precedente alla nascita e che trascorsero nel seno della loro madre. Ma io si; ricordo quel periodo come se fosse ieri […] Già a quel tempo, tutto il piacere, tutto l’incanto, risiedeva, per me, nei miei occhi; e la visione più splendida, più impressionante, era quella di un paio di uova fritte in padella, senza la padella però; probabilmente a ciò si deve il turbamento, l’emozione che ho sperimentato da allora, durante il resto della mia vita, davanti questa immagine sempre, per me, allucinante”.
Dalì era così eccentrico che fu capace di indossare per copricapo delle pagnotte dorate triangolari dicendo: “Tutti i miei gusti corrispondono alle idee che avevo già da bambino. Per esempio il pane che mi metto spesso sulla testa è un cappello con il quale mi presentai a casa quando avevo sei anni. Svuotai un pan de crostons, forma di pane catalano a tre punte, e lo misi in testa per stupire i miei genitori.”
Uova, spaghetti, pane, crostacei, anatre, formaggi, zampe di maiale, lumache o cioccolato erano gli alimenti che lo ispiravano. I celeberrimi orologi molli, pare vennero dipinti sullo stimolo di una forma di Camembert, oppure il ritratto del “bacon fritto”, sembra si ricollegasse alle colazioni dei soggiorni statunitensi. Del rapporto creativo che il catalano aveva con la cucina, ricordiamo anche i disegni realizzati per le copertine dei menù da ristorante.

Recentemente la casa editrice che si occupa di arte, la Taschen, ha pubblicato in edizione integrale e in lingua italiana il raro volume che ha fatto sognare i più accaniti collezionisti: il suo ricettario. Nel 1971 le copie erano solo 400, adesso invece è in tutte le librerie.
Dedicato all’amore per sua moglie Gala, che conquistò grazie ad una ricetta a base di uova e ricci di mare, Dalì vi intrecciò amore, sessualità, sogno, tra ricette afrodisiache e innovative, molte delle quali forse impossibili da replicare. 136 ricette, illustrate dal pittore stesso, dove approfondisce la sua atavica passione per la cucina. Dimenticando l’eleganza, nelle tavole di Dalì tutto è eccessivo e fantasmagorico quasi quanto gli universi di Bosch, luogo dove poter servire le più contorte domande sull’esistenza e i misteri della nascita e della morte.

Quella che segue è la ricetta degli spaghetti che preferiva, un misto di erbette fresche con tonno e acciughe e l’immancabile aroma d’aglio:

Ingredienti:

Spaghetti – tonno – acciughe – capperi – prezzemolo – salvia – basilico – aglio – olio evo

Preparazione:

Lessare degli spaghetti.
Pulire del prezzemolo e tritarlo insieme a foglie di salvia e basilico.
Scolare del tonno e sbriciolarlo; unirvi delle acciughe sminuzzate i capperi e il trito di erbe amalgamando bene il tutto.
Nel frattempo, cialdellare dell’aglio a pezzetti in olio d’oliva, unirvi il composto di tonno, e lasciar insaporire a fuoco lento.
Scolare gli spaghetti, versarli in una zuppiera e condirli con la salsa ben calda.

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.


LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome:

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.