“Per fortuna faccio il Prof”, libro di Nando dalla Chiesa: una lettera d’amore ai suoi studenti

0
12


Want create site? Find Free WordPress Themes and plugins.

Non è un libro di denuncia dei mali dell’Università, che pure ci sono. Dalla Chiesa in questo suo libro si è concentrato semmai sul bello che c’è nell’Università, un libro che canta la bellezza dell’insegnare, il piacere delle sfide culturali, l’incontro con le generazioni più giovani.

Chi sceglie Scienze Politiche, facoltà presso la quale insegna, per Dalla Chiesa è molto motivato nello studio. Sono ragazzi che vogliono occuparsi dei problemi del mondo, avere uno sguardo più ampio e in genere non hanno il problema del “che faccio dopo?”
Alla domanda di un giornalista circa la Buona Scuola ha risposto: “Scuola e università non possono essere coercibili dalla legge; non possono essere modellati da un testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Nella scuola ciò che conta è il pensiero e il pensiero è molto più forte di una norma. Io non ho fatto le cose perché erano imposte da una legge. L’obiettivo deve essere quello di rendere le nostre scuole più belle a prescindere dai mezzi. Le porto un esempio: Don Milani. Quali mezzi aveva Don Milani? Eppure, anche senza mezzi, la sua era una scuola di avanguardia”.
L’alternanza scuola lavoro la considera un’idea pazzesca. All’Università di Milano, dove tiene i suoi corsi, quando arrivano gli studenti per l’alternanza scuola lavoro non sanno dove collocarli. “Immaginiamoci che cosa possa accadere in un’impresa dove il tempo è denaro”.
Non gli piace nemmeno l’idea di reintrodurre l’educazione civica come materia a sé, non crede che possa funzionare. Diversi anni fa si, era una materia singola, ma non veniva insegnava ugualmente. Il voto faceva media con quello di storia. “Ci sono molti modi per insegnare come funziona la struttura pubblica anche agli studenti più piccoli”, sostiene: “io, per esempio, avevo un maestro che faceva interpretare alla classe ciò che avveniva nel Senato romano.
E’ indubbio, sostiene, che una cultura costituzionale ci debba essere. Però prima di studiare il meccanismo esatto per l’elezione di un Presidente, bisogna creare all’interno delle scuole un tessuto di buoni esempi. E ne fa alcuni: “la fatica e il sudore di un insegnante nel tenere la lezione; trasmettere agli studenti il piacere della lettura di un brano o di una poesia. Il complesso di professori che si sforzano e danno il massimo nelle loro classi è il giusto esempio di educazione civica”. Anche se non sempre basta:
“Una volta mi trovai ad assistere alla consegna di un premio dell’antimafia a una scuola che invece presentava delle presenze legate alla ‘ndrangheta. Alcuni docenti mi confidarono questa situazione. Mi offrii di aiutarli nelle denunce, poi quando si trattò di confermare tutto davanti al magistrato non se la sentirono e fecero un passo indietro”. Poi parla ancora di un altro episodio: “Quando da deputato sono stato vicepresidente della commissione Cultura mi ero ripromesso di coinvolgere il collegio dove ero stato eletto; era un collegio uninominale vicino Milano. Si discuteva di una delle tante riforme della scuola. Organizzai un incontro con gli istituti superiori per ascoltare il loro punto di vista. La prima volta si presentarono in 25 e al secondo incontro vennero solo in 4. Mi dissi: basta. Se non interessa neanche a loro… Fu una delle esperienze più brutte”. Una in particolare invece la considera l’esperienza più bella ed è quella di quando organizzò un comitato per portare avanti un progetto contro l’abbandono scolastico: “non so se effettivamente ci furono meno ragazzi che lasciarono la scuola, ma la gratificazione maggiore fu sapere che molti insegnanti continuarono a impegnarsi con costanza in questa direzione”.
A proposito di bullismo si è fatto l’idea che, se i casi sono aumentati rispetto al passato la causa è da cercarsi nell’aumento della maleducazione dei ragazzi, nella diminuzione della sensibilità morale: “Spesso mi domando quale sia nello spirito pubblico l’idea di legalità”. La legalità sembra essere diventata, per Dalla Chiesa, un’idea accomodante, i ragazzi sono molto influenzati dai tanti esempi che li circondano e non si può ragionare solo sulla base che è consentito tutto ciò che non è vietato per legge. Bisogna ritrovare il rispetto del ruolo, la moralità. Ci vuole rispetto dell’altro. E racconta un aneddoto: “Ricordo di uno studente che si presentò agli esami con i pantaloncini corti. Lo invitai ad andare a cambiarsi. Lui, mi rispose che abitava a Lecco e non ce l’avrebbe fatta a tornare a Milano in tempo. Gli dissi di non preoccuparsi, perché avrei aspetto che tornasse da Lecco con un abbigliamento più adatto. Mi imposi di essere obiettivo sul suo livello di studio. Non dovevo punirlo per essersi presentato con i pantaloncini corti. Era ben preparato e prese 30 e lode”. (…) Bisogna instillare maggiore rispetto verso i docenti. Mi piacerebbe che in uno dei discorsi di fine anno, un presidente della Repubblica inserisca un invito a trattare con maggiore riguardo gli insegnanti”.

Did you find apk for android? You can find new Free Android Games and apps.


LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci il tuo nome:

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.