Sindacati e Presidi contro Salvini: “No alle forze dell’ordine davanti alle scuole”

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Nella foto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini


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Non sono d’accordo i presidi con il ministro Salvini nella politica degli annunci e non credono che una pattuglia di poliziotti davanti alle scuole possa essere un deterrente contro lo spaccio e il consumo di droga nelle scuole.

La dichiarazione del ministro dell’Interno Salvini è stata la seguente:
“In autunno farò in modo che carabinieri e polizia stiano davanti alle scuole, gli spacciatori devono finire in galera e poi devono starci”, dichiarazione fatta durante un comizio a Siena.

Ma i presidi degli istituti superiori hanno subito risposto:
“Non si può che concordare col ministro sulla lotta allo spaccio, siamo favorevoli – commenta Antonello Giannelli, presidente dell’associazione nazionale presidi (Anp) su Repubblica.it – il problema semmai è capire se si avranno le risorse per farlo“.

”E comunque non è sufficiente avere una pattuglia davanti alle scuole, funziona poco come deterrente per gli spacciatori contro i quali valgono azioni di intelligence nell’ombra dell’anti-droga, già in atto. In generale serve più prevenzione, dobbiamo convincere i nostri ragazzi a stare lontani dalle droghe”.

Contrari anche i sindacati, che ribattono immediatamente con l’affermazione che
le scuole sono libere e autonome, non sono caserme – lo ha detto Lena Gissi a nome della Cisl – avremmo piuttosto bisogno di un governo che si occupi della scuola e della sua sicurezza”.

Anche Annamaria Santoro della Flp-Cgil non è d’accordo: “La scuola è un luogo aperto che educa, già presidi e insegnanti si attivano di fronte ad episodi che richiedono un intervento delle forze dell’ordine. Gli agenti davanti agli istituti? Una prova di forza che non serve, il governo si occupi piuttosto di valorizzare gli insegnanti, della precarietà e dei problemi veri delle scuole“.

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