Villa Niscemi, Raduno Amanti del Cibo siciliano: Intervista alla food blogger Enza Accardi

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Il prossimo 5 maggio, alle ore 15, a Villa Niscemi (sala delle carrozze) si terrà la seconda edizione del Raduno degli Amanti della cucina siciliana, progetto culturale e gastronomico nato su Facebook per iniziativa di Maurizio Cardella e Enza Accardi che ha come scopo quello di tradurre in “reali” incontri virtuali di persone accomunate dalla passione culinaria. Al centro di tutto i sapori, i profumi e gli odori di una cucina che unisce diverse culture, come quella siciliana.

Il programma prevede: alle 15,00 l’ovvia accoglienza presso la Sala delle Carrozze e la presentazioni degli organizzatori e degli sponsor (che non potevano mancare) i quali offriranno le degustazioni e i premi in palio; seguirà una breve conferenza della food blogger Enza Accardi durante la quale verranno presentati i nuovi progetti del blog “Cuor di cucina” (principalmente corsi di cucina e progetto libri di ricette partecipate). Si proseguirà con eventuali domande e curiosità da parte dei partecipanti, un breve dibattito culinario e via al buffet ricco di degustazioni, anche perché ai partecipanti è concesso portare una propria delizia da esporre e lasciare degustare agli invitati. Nel corso del pomeriggio si faranno i sorteggi dei premi messi in palio, la serata si concluderà alle 20,00 circa.

– Enza Accardi, hai suscitato la nostra curiosità, posto che le foto di realizzazione di piatti sui social sono a dir poco strepitose, da dove viene questa tua passione culinaria? raccontaci un po’ di te..

– “Sono una normalissima persona, una mamma e moglie con una grande passione per la pasticceria innanzitutto, ma anche per la cucina. Fino a pochi anni fa lavoravo con tanto di tacco, trucco e parrucco, fino a quando per la crisi ho perso il lavoro. Pur dandomi da fare per cercare un altro lavoro, purtroppo sono stata penalizzata dall’età, quindi ho deciso di reinventarmi e ricominciare tutto da capo, con grande sacrificio, passione ma anche divertimento, grazie alla cucina che è la cosa alla quale più tengo. Quindi piano piano, grazie anche al gruppo , al supporto dei followers, a chi ha creduto che davvero si può rinascere come la fenice dalle proprie ceneri, ho cercato di trasformare la passione in lavoro. Attenzione, non sono chef e nemmeno una cuoca, solo una grande pasionaria che cerca di fare del proprio meglio per apprendere e sapere sempre di più circa questo infinito, meraviglioso mondo, condividendolo con tutti i membri del gruppo attraverso le ricette, gli scambi e le opinioni tutti i santi giorni, perché il cibo è anche quotidianità”.

– Qual’è stata la ricetta più cliccata in questi anni sui social?

– “Sinceramente non saprei, sono tante davvero le ricette che in molti apprezzano sia sui social che sul sito di cui sono caporedattrice, di sicuro quando si parla di rosticceria però sono tutti super attenti ad apprendere, a condividere, a voler sapere, a replicare. Quindi si, potrei dire in assoluto la rosticceria e in primis, lo sfincione”

– E’ possibile avere le ricette, se richieste, dei piatti che realizzate?

– “Si certo è possibile, infatti io nasco prima da food blogger e poi da amministratrice di un gruppo di cucina. Niente segreti…. la cucina è convivialità e va condivisa con tutti, quindi si, si possono avere le nostre ricette”

– I tuoi utenti che tipo di strumenti usano in cucina? la loro è una cucina tradizionale o innovativa?

– “I miei utenti sono un mix di tutto: c’è chi si vuole innovare, c’è chi cerca la tradizione, c’è chi si adegua ai nuovi strumenti che la tecnologia ogni giorno ci offre, c’è chi va a seconda della corrente.. non credo di poter fare una vera e propria differenza”

– Un grande esempio il tuo, la creatività, la positività e l’ottimismo ti hanno premiata.. Leggendo qua e là sul blog apprendiamo di uno chef, Maurizio Cardella, che oggi però vive ad Amsterdam, che ruolo ha avuto nella realizzazione di questo progetto?

– “Maurizio Cardella è uno Chef (per me uno con la “C” maiuscola) con il quale ci siamo conosciuti grazie al gruppo nel 2014, quando ancora il gruppo era segreto. Maurizio vive ad Amsterdam, grazie al suo mestiere ha girato il mondo fino a quando si è fermato, appunto, ad Amsterdam dove vive, dove ha fatto lo chef in diverse location compreso Booking. Oggi Maurizio per motivi personali ha deciso di lavorare al KFC, perché lui è sempre in continua “evoluzione”, gli piace provare sempre nuove esperienze, e non importa di che genere e natura. Maurizio è apprezzato ovunque vada, difficilmente fa vedere ciò che cucina, ma indubbiamente quando gli olandesi hanno la possibilità di assaggiare le sue preparazioni di certo apprezzano soprattutto la sua pizza”

– Quale ricetta siciliana inedita regaleresti ai lettori del nostro giornale?

– “Sicuramente la “Triscele” e i motivi sono diversi: rappresenta me e Maurizio in quanto è la nostra prima ricetta realizzata a 2200 km di distanza. Abbiamo usato ingredienti prettamente siciliani, concentrandoli in una coppa e riproducendo i colori della bandiera siciliana, proprio nella sequenza di quelli della nostra bandiera. E’ stato un caso devo dire, quello dei colori, ma di certo volevamo creare un antipasto semplice e prettamente siciliano …. così è stato e quando finalmente ho visto “La Triscele ” in coppa, pronta da servire, mi sono davvero emozionata perché inconsapevolmente abbiamo davvero concentrato la Sicilia in un bicchiere, rivisitando la classica insalata vastasa palermitana rendendola più chic ma davvero straordinaria ed apprezzatissima non solo dai miei soliti commensali, ma anche in diversi buffet che ho preparato. Però, partiamo da qui, in breve vi dico: contattai Maurizio per una cena che avrei fatto da lì a pochi giorni per carissimi amici. Volevo mettere in tavola qualcosa di diverso dal solito, di raffinato. Allora scrissi a Maurizio, avrei voluto realizzare un primo piatto che avesse come ingrediente i nostri pomodorini di Pachino. Fu per i pomodorini che a Maurizio venne l’illuminazione e mi chiese se avessi previsto l’antipasto.. Così, dal primo piatto approdammo all’antipasto, un’insalata sorprendentemente semplice, che faceva già mia mamma e ancor prima mia nonna, ma che con il contributo di Maurizio diede vita a qualcosa di straordinario: La Triscele!”

Ecco quindi per voi la ricetta, ricordando l’emozionante momento in cui nacque:

Ingredienti (per 10 coppe):

30 pomodorini circa (io ho usato i datterini)

zucchero semolato (il 40% del peso dei pomodorini)

500 gr di ricotta fresca

la buccia di un limone bio

1 finocchio grande

1 cipollina (che io erroneamente chiamo scalogno perché da noi si chiama così, ma Maurizio mi rimprovera, dice che sbaglio….)

2 arance brasiliane

timo secco, olio, sale e pepe q.b.

Procedimento:

-sbollentiamo velocemente i pomodorini e appena fanno la bolla usciamoli dall’acqua bollente e togliamo la pellicina, ma lasciamoli interi (dettaglio molto importante)

– pesiamo i pomodorini e mettiamoli in una larga padella o pentola antiaderente e versiamo sopra una quantità di zucchero pari al 40% del peso dei pomodorini

– lasciamo cuocere a fuoco moderato, senza toccarli, ma solo agitando la padella di tanto in tanto, in modo che non si attacchino tra di loro e senza farli rompere, fino a che lo zucchero diventi ambrato e poco gelatinoso

– a questo punto spegniamo e mettiamo tre pomodorini sul fondo dei bicchieri che abbiamo precedentemente preparato….

– lasciamo raffreddare

– prepariamo tutto il resto degli ingredienti che serviranno per assemblare la nostra coppa (e che io consiglio di preparare la sera prima). Quindi, stendiamo la ricotta dentro una teglia, su carta forno, schiacciandola con una forchetta. Condiamola con buccia di limone tritata o grattuggiata, timo secco, sale e pepe. Inforniamo per circa 1 ora e 20 minuti circa, a 140/150° fino a quando in superficie si sarà creata la crosticina. Usciamo dal forno, lasciamo che si raffreddi un po’ e rompiamo con le mani

– facciamo in modo che ci siano dei pezzettini piuttosto piccoli, quindi passiamo la ricotta cotta, tra i palmi della mani – teniamo da parte

– facciamo l’insalata:

– laviamo il finocchio e la cipollina e tagliamoli “nichi nichi” (piccolissimi) …. così mi disse lo Chef ed io ubbidii agli ordini (e pensate quanti scatti inviati per capire se stavo facendo bene, proprio passo passo)

– poi peliamo a vivo le arance e tagliamo anche queste a tocchetti

– uniamo i tocchetti di arancia ai pezzetti di finocchio e cipollina

– condiamo con olio, sale e pepe e mescoliamo

– copriamo e lasciamo riposare in frigo.

E’ arrivato il momento di formare la coppa: (tra l’immaginazione ed il gusto vero, c’è una differenza abissale e quando il palato si delizia con qualcosa che passa dal dolce, al salato…. ed ancora al fresco, capisci che quella è vera Arte Culinaria)..

“servilo specificando che il cucchiaino deve affondare. Il boccone deve arrivare al palato con tutti gli ingredienti, quindi parti da giù e prendi tutto in un solo boccone” …..questo disse Maurizio alla fine della conversazione, raccomandandosi proprio di mangiarlo così, altrimenti non avrebbe avuto senso. Un tripudio di gusto, una sorpresa per tutti, un eccellente antipasto tutto siciliano….. i pomodorini, la ricotta fresca, le arance …… e la buccia di limone …… si insomma, gli agrumi della nostra Trinacria, non mancava nulla. Già, la Trinacria! Più guardavo la foto della mia coppa e più ci vedevo i colori della Trinacria. Mandai la foto del bicchiere a Maurizio accostando anche l’immagine della Trinacria dicendogli appunto che era davvero sorprendente, come, inconsapevolmente, aveva preso un pezzo di Sicilia e concentrato tutto in una danza di colori, di quei colori siculi, impostati nella stessa combinazione del simbolo della nostra Terra.

Fu allora che Maurizio mi suggerì di chiamare quel favoloso antipasto la triscele , dal quale deriva il nome della nostra Trinacria! Sono onorata di essere stata “le mani” di una mente laboriosa, artistica e fine, come quella di Maurizio. Ho sempre pensato che le cose belle appartengono al Mondo ed è per questo che, con orgoglio, presento anche a voi un antipasto così Siciliano e insolito allo stesso tempo, così moderno e così “Armonioso”!”

Grazie a Enza Accardi per averci contagiato con il suo entusiasmo, per averci comunicato il suo personale percorso di rinascita e infine donato una ricetta speciale.

Tra gli sponsor presenti al Raduno (Pasta fresca Giglio, Natura a tavola, Il duca di ceramiche, Caseificio Biomilk, Cuor di cucina, Pescheria Lo Coco Le delizie del mare, Sistema di Cottura Giotto (un metodo che consente di cucinare sfruttando l’umidità prodotta durante la cottura dei cibi, che esalta tutti i sapori pur mantenendo inalterate le proprietà nutritive), una menzione speciale va a Mimmo Giglio dell’omonimo pastificio il quale presenterà la “Pasta Ucciardone” per la prima volta al Raduno, una pasta importante, lavorata con grani antichi siciliani e che verrà prodotta all’interno del carcere Ucciardone di Palermo, dagli stessi detenuti.

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