<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>SiciliaInformazioni &#187; SALVATORE PARLAGRECO</title>
	<atom:link href="http://www.siciliainformazioni.com/author/sparlagreco/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.siciliainformazioni.com</link>
	<description>Quotidiano Sicilia</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Oct 2014 22:33:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.9.2</generator>
	<item>
		<title>Gay per sempre, è l’Isola della diversità  Finita l’era dei peccati di carne</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/128036/gay-per-sempre-lisola-diversita-finita-lera-dei-peccati-carne</link>
		<comments>http://www.siciliainformazioni.com/128036/gay-per-sempre-lisola-diversita-finita-lera-dei-peccati-carne#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2014 16:12:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[#palermo]]></category>
		<category><![CDATA[arcigay]]></category>
		<category><![CDATA[coppia gay]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio all'italiana]]></category>
		<category><![CDATA[ferie matromoniali]]></category>
		<category><![CDATA[principe di lampedusa]]></category>
		<category><![CDATA[sedotte e abbandonate]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?p=128036</guid>
		<description><![CDATA[<p>Se un siciliano, dopo un’assenza di mezzo secolo, tornasse nell’Isola, e sfogliasse un giornale locale appena arrivato, avrebbe più di un motivo per chiedersi se abbia sbagliato destinazione. Giuseppe Anastasio – una storia d’amore lunga venti anni con il compagno, Toty Migliore – ha ottenuto il diritto ad usufruire di quindici giorni di ferie matrimoniali</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/128036/gay-per-sempre-lisola-diversita-finita-lera-dei-peccati-carne">Gay per sempre, è l’Isola della diversità <br /> Finita l’era dei peccati di carne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se un siciliano, dopo un’assenza di mezzo secolo, tornasse nell’Isola,<strong> e sfogliasse un giornale locale appena arrivato,</strong> avrebbe più di un motivo per chiedersi se abbia sbagliato destinazione. Giuseppe Anastasio – una storia d’amore lunga venti anni con il compagno, Toty Migliore – <strong>ha ottenuto il diritto ad usufruire di quindici giorni</strong> di ferie matrimoniali dalla sua azienda a gay di dipendenti dell’Amat, azienda municipale di trasporto pubblico a Palermo. L’unione era stata “dichiarata” nell’apposito registro istituito in Municipio, ma la richiesta non era stata accolta. Poi il ripensamento e la svolta. Un precedente per l’Italia, e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il siciliano, lontano dalla sua terra, avrebbe altro di cui meravigliarsi invero, <strong>smanettando sui motori di ricerca, alla voce Sicilia</strong>, Presidenza della Regione, scoprendo che il capo del governo è un gay fiero di essere tale, al punto da far sospettare che utilizzi la diversità per suscitare consenso.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi l’avrebbe detto?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’Isola delle fanciulle illibate, sedotte e abbandonate,</strong> e del divorzio all’italiana ha conquistato la prima fila nella liberalità dei costumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Le ferie matrimoniali alla coppia gay e il genere del governatore sono solo due episodi, potremmo elencarne altri, ma bastano per seppellire da soli la stagione dei peccati di carne, <strong>del comune senso del pudore, dei rossori verginali,</strong> dei baroni rampanti e dei borghesi assatanati. La memoria di quella Sicilia è morta e sotterrata.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno scheletro da togliere dall’armadio e incenerire? Non proprio, ma quasi. L’attitudine dei siciliani a padroneggiare le situazioni nuove, ad adattarsi alle novità ne esce rafforzata, favorendo il sorgere di una intelligenza delle relazioni sociali più acuta che altrove.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Sicilia dei peccati di carne,</strong> che ha ispirato sceneggiatori e romanzieri di successo, oggi non c’è più, si è attrezzata ai tempi nuovi e si trova perfettamente a suo agio nelle rapide della quotidianità “matura”. Al punto da far esultare Arcigay, convinta che le ferie concesse a Giuseppe Anastasio costituiscano un precedente di straordinaria rilevanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno ricorda in queste ore che in concomitanza con il riconoscimento<strong> del diritto alle ferie alla coppia gay palermitana,</strong> finalmente in viaggio di nozze, si è aperto a Roma il Sinodo dedicato alla famiglia ed alla coppia, fortemente voluto da papa Francesco (“La chiesa deve ascoltare i battiti del tempo nuovo…”).</p>
<p style="text-align: justify;">L’orgoglio della primazia gonfia il petto più del dovuto. Certo è che la Sicilia guadagnava spazio in cronaca per la sua riluttanza ad accettare le novità, per i mariti gelosi,<strong> le mogli tappate in casa e costrette a tenere gli occhi bassi,</strong> il delitto d’onore e per gli itinerari seduttivi del Principe di Lampedusa, confinati nei trasalimenti ed i Gesummaria della consorte e le visite alla piccola Mariannina con tre canne di seta ponzò.</p>
<p style="text-align: justify;">Nessuno recrimina sulla perdita di identità ché di questo si tratta &#8211; perché la Sicilia non si è omologata, risalendo le rapide è approdata con disinvoltura al tempo della diversità benvenuta. Ci sarà così qualcosa di cui fregiarsi, ancora una volta.</p>
<p style="text-align: justify;">I siciliani amano sedurre. E lasciarsi sedurre. Non importa come e perché.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/128036/gay-per-sempre-lisola-diversita-finita-lera-dei-peccati-carne">Gay per sempre, è l’Isola della diversità <br /> Finita l’era dei peccati di carne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siciliainformazioni.com/128036/gay-per-sempre-lisola-diversita-finita-lera-dei-peccati-carne/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Forastieri, da cacciatore di evasori  ad &#8216;angelo&#8217; dei contribuenti</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/127894/forastiere-cacciatore-evasori-angelo-protettore-dei-contribuenti</link>
		<comments>http://www.siciliainformazioni.com/127894/forastiere-cacciatore-evasori-angelo-protettore-dei-contribuenti#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2014 17:07:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[convegno]]></category>
		<category><![CDATA[diritti del contribuente]]></category>
		<category><![CDATA[elusione]]></category>
		<category><![CDATA[evasori]]></category>
		<category><![CDATA[fisco]]></category>
		<category><![CDATA[garante contribuenti]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[ignazio gib ilaro]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore forestiere]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[steri]]></category>
		<category><![CDATA[tasse]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?p=127894</guid>
		<description><![CDATA[<p>Salvatore Forastieri, organizzatore di un convegno che mette al centro i diritti del contribuente, allo Steri, ha radunato attorno a sé tutti i personaggi che si occupano, per un verso o l’altro, di tasse. Chi le fa pagare, chi mette le manette ai trasgressori, chi fa storia e filosofia del fisco, chi conosce i meandri</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127894/forastiere-cacciatore-evasori-angelo-protettore-dei-contribuenti">Forastieri, da cacciatore di evasori <br /> ad &#8216;angelo&#8217; dei contribuenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Salvatore Forastieri,</strong> organizzatore di un convegno che mette al centro<strong> i diritti del contribuente, allo Steri,</strong> ha radunato attorno a sé tutti i personaggi che si occupano, per un verso o l’altro, di tasse. Chi le fa pagare, chi mette le manette ai trasgressori, chi fa storia e filosofia del fisco, chi conosce i meandri dell’agenzia delle entrate come le proprie tasche.</p>
<p style="text-align: justify;">Non mancava nessuno allo Steri sabato mattina. Ma il personaggio è lui, <strong>Salvatore Forastieri, perché la sua storia, pur semplice, è senza eguale, almeno in Sicilia.</strong> Per una vita è stato un alto funzionario dell’agenzia delle entrate, a Palermo. Ha spillato quattrini a chi doveva tirarli fuori, con grazia e astuzia. Poi, lasciato il fisco si è schierato senza soluzione di continuità dall’altra parte della barricata, <strong>assumendo l’incarico di garante regionale dei diritti del contribuente.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">È come se il direttore di un penitenziario, dopo essersi lasciato alle spalle il portone della prigione, avesse scelto di rappresentare i diritti dei detenuti. O come se il persecutore di malandrini, abbandonata la caccia, fosse entrato nelle enclaves dei trasgressori della legge per sostenere le loro ragioni ogni volta che ne avevano.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa stupefacente è che i due mestieri, <strong>il tassatore ed il difensore dei tassati, li ha interpretati allo stesso modo,</strong> con eguale dedizione perché – è lui a ricordarlo – la stella polare resta la legge, i diritti del contribuente, la giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">“La gente è scontenta, disperata – denuncia Forastiere aprendo il convegno “I diritti del contribuente nell’attuale panorama tributario italiano”, “sono tanti che vengono a piangere sulle spalle del garante. Bisgona cambiare molte cose, ciò che serve è un fisco semplice, umano”.</p>
<p style="text-align: justify;">Per il garante<strong> il problema più grosso è la complessità delle regole e delle leggi.</strong> “Sono ben seicento le novità fiscali negli ultimi anni, una enormità”, riferisce Salvatore Forestieri con aria sgomenta. “E quest’anno si sono registrati ben <strong>ottomila fallimenti in Italia.</strong> Ho ricevuto ben settecento istanze di contribuenti che si sono sentiti trattati malamente…”.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli interventi dei relatori le informazioni che ci danno lo stato dell’arte: gli italiani sono un popolo di tartassati ed evasori, e che fra gli uni e gli altri c’è una zona grigia inesplorata. <strong>L’83 per cento paga le tasse per intero e subito,</strong> è l’esercito degli stipendiati, pubblici o privati, impiegati, operai, dirigenti. Poi ci sono gli altri, quelli che pagano le tasse con alterne fortune, imprenditori, commercianti, partite Iva: alcuni pagano troppo, altri poco o niente del tutto:<strong> 200 miliardi di euro l’anno di imponibile inevaso,</strong> il 17 per cento del Pil. Una cifra enorme, cui va aggiunta l’Iva evasa per 91 miliardi di euro ed un’elusione difficile da calcolare o quasi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci sarebbero dunque i buoni e cattivi?<br />
</strong><br />
Il manicheismo è una malattia, non va contratta nemmeno quando è facile assumerla<strong>, perché ci si occupa di fisco e di tasse. </strong>Ci deve fare riflettere, come ha ricordato il professore Angelo Cuva, la pressione tributaria che sfiora la valenza espropriativa: l’Italia occupa il posto più elevato nella tassazione effettiva, il 54 per cento.</p>
<p style="text-align: justify;">La cifra non giustifica l’illegalità fiscale, <strong>ma regala la giustificazione morale agli evasori,</strong> una giustificazione talvolta strumentalmente adottata, che i cacciatori di frode contributiva conoscono a menadito, dovendo confrontarsi con il malessere (vero) della gente. E ’il caso della polizia finanziaria, come ha ricordato il Comandante generale della Guardia di Finanza in Sicilia, Ignazio <strong>Gibilaro</strong>: i suoi cinquemila uomini e donne che indossano la divisa delle Fiamme Gialle devono quotidianamente districarsi fra l’umana comprensione e le sceneggiate di chi cavalca il contesto per coprire le furbizie. Un mestiere difficile.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127894/forastiere-cacciatore-evasori-angelo-protettore-dei-contribuenti">Forastieri, da cacciatore di evasori <br /> ad &#8216;angelo&#8217; dei contribuenti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siciliainformazioni.com/127894/forastiere-cacciatore-evasori-angelo-protettore-dei-contribuenti/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mistero, Cosa nostra sconfitta  e vincente: 24 anni di sospetti</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/127656/mistero-nostra-sconfitta-vincente-24-anni-sospetti</link>
		<comments>http://www.siciliainformazioni.com/127656/mistero-nostra-sconfitta-vincente-24-anni-sospetti#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 09:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[#palermo]]></category>
		<category><![CDATA[cosa nostra]]></category>
		<category><![CDATA[maastricht]]></category>
		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[stay behind]]></category>
		<category><![CDATA[stragi]]></category>
		<category><![CDATA[trattattiva]]></category>
		<category><![CDATA[usa]]></category>
		<category><![CDATA[via dell'autonomia siciliana]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?p=127656</guid>
		<description><![CDATA[<p>Quando è cominciato il declino, inesorabile, di Cosa nostra? Allorché lo Stato ha alzato la testa e con i suoi uomini migliori – nella magistratura, nelle polizie, nei servizi di sicurezza – hanno deciso di combattere le mafie. Una svolta che è stata favorita dalla perdita di ruolo che la mafia siciliana ha subito dopo</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127656/mistero-nostra-sconfitta-vincente-24-anni-sospetti">Mistero, Cosa nostra sconfitta <br /> e vincente: 24 anni di sospetti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando è cominciato il declino, inesorabile, di Cosa nostra? Allorché lo Stato ha alzato la testa e con i suoi uomini migliori – nella magistratura, nelle polizie, nei servizi di sicurezza – hanno deciso di combattere le mafie. Una svolta che è stata favorita dalla perdita di ruolo che la mafia siciliana ha subito dopo la caduta del muro di Berlino. Dal dopoguerra alla fine degli anni Ottanta, infatti, la mafia è stata usata <strong>per il lavoro sporco sia sul territorio nazionale che Oltre Oceano.</strong> Ogni volta che sentiva rumore di catene – golpe veri e fasulli – c’erano di mezzo loro, le coppole storte, che godevano di grande considerazione sia negli Usa quanto in casa. Traffico di armi, droga, attentati, mobilitazione elettorale, Stay Behind ed altro: un cordone ombelicale ha collegato la grande e potente mafia americana con Cosa nostra siciliana.</p>
<p style="text-align: justify;">Mollati dai potenti, in disgrazia anche i “fratelli” americani, i capibastone siciliani all’inizio degli anni Novanta, hanno cercato nuovi protettori, tentando il riciclaggio “politico”. C’è chi è convinto che abbiano contribuito, direttamente o indirettamente, alla nascita della Seconda Repubblica; di sicuro c’è che la rivoluzione italiana &#8211; a parte il maquillage dei partiti – si è verificata nel mondo degli affari con la finanziarizzazione “violenta” dell’economia, <strong>la fine dei salotti buoni dell’industria e dei vecchi istituti di credito meridionali</strong> (Sicilia, Campania ecc), la nascita di nuovi padroni delle ferriere.</p>
<p style="text-align: justify;">Le stragi siciliane sono il colpo di coda di Cosa Nostra, l’ultimo disperato tentativo di contare qualcosa. Scomparsi i protettori sia negli Usa quanto in Italia (e questa scomparsa è stata punita), ha cercato di riaccreditarsi. Molti personaggi di primo piano, spaventati dal nuovo corso – avessero qualche scheletro nell’armadio o meno, appare ininfluente – sono corsi ai ripari. <strong>Cosa Nostra andava fermata, magari trattando i termini della resa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le stragi danno un’immagine pessima dell’Italia, diventato Paese insicuro, traballante, in mano al terrorismo mafioso. E c’è chi sostiene, non a torto, che a questo risultato anche avrebbero mirato, creando tensione e allarme – i moventi sono multipli, come sempre – i capibastone, portando il loro attacco allo Stato (perché, altrimenti, sfidarlo e costringerlo a combattere all’arma bianca?). <strong>Comunque sia, le stragi spaventano i paesi dell’Eu,</strong> provocando il rinvio della nascita di Maastricht, l’Europa monetaria, con grande sollievo dei cugini d’Oltreoceano.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre i nostri eroi, al governo e nei servizi, cercano di dare un volto agli esecutori delle stragi e ai loro mandanti, anni Novanta, succede che qualche balordo confessa di avere fatto tutto lui con quattro compari in via D&#8217;Amelio, l’attentato che è costato la vita a Paolo Borsellino ed ai suoi agenti di scorta. Succede che i magistrati credono al balordo ed ai suoi compari, i quali finiscono all’ergastolo con sommo gaudio di mandanti ed esecutori veri.</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca della verità resta la stella polare di un drappello di magistrati senza paura, fra i quali c’è chi, provato dal depistaggio subito, sente di dovere rimediare perseguendo la testa dell’acqua, i presunti trattativisti. <strong>E siamo al processo Stato-mafia, alla metamorfosi di Totò Riina,</strong> che “parla” in privato e si rivolge al pubblico, dando a capire che lui è ancora un grande capo e mezza Italia deve avere paura ancora di Cosa Nostra.</p>
<p style="text-align: justify;">La mafia siciliana, intanto, <strong>conta quanto il due di coppe quando la briscola è a denari,</strong> non è niente rispetto alla munitissima ‘ndrangheta che ha resistito ai marosi del Muro di Berlino grazie al carattere familistico dell’organizzazione ed alla sua lontananza dai poteri forti (Usa, Italia). Ed è a questo punto che arriva il bello (o il brutto, fate voi): lo Stato colpisce duro, mette sotto processo quelli che forse trattarono e tutto quel mondo che durante la transizione – anni novanta – <strong>ebbe comportamenti ambigui, forse colpevoli.</strong> Così Cosa nostra, combattuta con grande tenacia e determinazione da magistrato e poliziotti assai in gamba, mantiene una “reputazione” che non ha eguali nel tempo. Sconfitta rimane sulla cresta dell’onda. Boomerang, una cosa che solo dalle nostre parti riesce bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Stato potrebbe fregiarsi della gloria di avere in Sicilia assestato colpi mortali alle cosche, ma fa finta di niente: anzi, nell’immaginario collettivo si rappresenta “colpevole”, più anti-Stato che Stato, come dimostrano i suoi servitori sui banchi degli imputati e Cosa nostra che dalle carceri di massima sicurezza riesce a sbraitare e dettare legge.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A pensarci bene, niente di nuovo oggi nel sole.</strong> I capimafia sono stati perseguiti – è il caso di Genco Russo – quando non contavano niente, o quasi.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127656/mistero-nostra-sconfitta-vincente-24-anni-sospetti">Mistero, Cosa nostra sconfitta <br /> e vincente: 24 anni di sospetti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siciliainformazioni.com/127656/mistero-nostra-sconfitta-vincente-24-anni-sospetti/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pd Sicilia, hanno dimenticato il tesseramento. Addio militanza</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/127629/pd-sicilia-dimenticato-tesseramento-laddio-militanza</link>
		<comments>http://www.siciliainformazioni.com/127629/pd-sicilia-dimenticato-tesseramento-laddio-militanza#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2014 06:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[consenso elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[partiti di massa]]></category>
		<category><![CDATA[pd sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>
		<category><![CDATA[tesseramento]]></category>
		<category><![CDATA[tesserati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?p=127629</guid>
		<description><![CDATA[<p>In Sicilia il reclutamento dei tesserati nel Pd non è nemmeno iniziato, al pari di poche altre regioni d’Italia. Chi ha fatto i conti, ha costatato che il numero dei tesserati ha subito un crollo dallo scorso anno. Ma on è affatto un segno di crisi, tutt’altro: il Partito, nello stesso periodo, ha raggiunto il</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127629/pd-sicilia-dimenticato-tesseramento-laddio-militanza">Pd Sicilia, hanno dimenticato il tesseramento. Addio militanza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In Sicilia il reclutamento dei tesserati nel Pd non è nemmeno iniziato, al pari di poche altre regioni d’Italia. Chi ha fatto i conti, ha costatato che <strong>il numero dei tesserati ha subito un crollo dallo scorso anno.</strong> Ma on è affatto un segno di crisi, tutt’altro: il Partito, nello stesso periodo, ha raggiunto il massimo storico alle urne, il 41 per cento alle Europee, divenendo il soggetto politico con il maggiore consenso popolare in Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">La militanza, dunque, è inversamente proporzionale al consenso elettorale? Sembra proprio così. Si è compiuta una mutazione genetica. I partiti di massa &#8211; nella prima repubblica, ma anche nella seconda nel centrosinistra – competevano sul numero tesserati e attraverso di essi <strong>misuravano le aspettative elettorali.</strong> La mobilitazione nelle campagne elettorali era affidata proprio ai militanti, gli iscritti al partito, ed era guidata dagli apparati. Le cose sono profondamente mutate. Alle primarie, che hanno eletto la nuova direzione del Pd ed il segretario, Matteo Renzi, si calcola che il numero dei non iscritti che si sono recati ai gazebo ed hanno partecipato alla consultazione, ha superato gli iscritti. Gli organismi dirigenti sono stati eletti, quindi, in percentuale dai non tesserati. Un dato incontrovertibile <strong>che ha certamente contribuito ad abbassare l’appeal della militanza.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma c’è dell’altro: c’è una leadership, forte e “decisiva” nelle scelte, e c’è calo di fiducia verso i partiti, Pd compreso, da considerare.</p>
<p style="text-align: justify;">Consenso e tesseramento, d’altra parte, <strong>non sono mai andati d’accordo</strong>, specie nelle regioni meridionali, Sicilia in particolare. Il “gonfiamento” delle tessere è stato in passato segno di crisi piuttosto che un sintomo di buona salute:<strong> clientelismo, correntismo esasperato, familismo</strong> ed altre cattive consuetudini hanno fatto la fortuna di capi e capetti, aiutandoli nella scalata al vertice delle istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il ritardo nella campagna di tesseramento, in Sicilia e poche altre regioni d’Italia, sarebbe dunque, al contrario un indizio di modernità e di messe di voti alle prossime consultazioni? Nient’affatto. Il partito in Sicilia è diviso, ospita ormai da tempo immemorabile divisioni e polemiche, talvolta così aspre da fare notizia,<strong> e non ha alcuna rilevanza in sede nazionale</strong>. Un’oligarchia autoreferenziale che respira con la bombola ad ossigeno, non sembra guardare al di là del proprio naso e si spende per battaglie lontane mille miglia dagli interessi reali della gente.</p>
<p style="text-align: justify;">In un contesto siffatto il reclutamento della militanza sarebbe solo un rito inutile. Le aspettative di vita del Pd siciliano sembrano legate a coloro che nelle primarie parteciparono alla elezione dei dirigenti senza avere tessera, piuttosto che agli apparati.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, altrove non sono rose e fiori. <strong>Difficile scovare partiti che curano il tesseramento</strong> e eleggono gli organismi interni attraverso il voto degli iscritti. La forma-partito, tradizionale, è in stato pre-agonico, è bene prenderne atto. Gli schieramenti politici assomigliano sempre più ai partiti americani.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127629/pd-sicilia-dimenticato-tesseramento-laddio-militanza">Pd Sicilia, hanno dimenticato il tesseramento. Addio militanza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siciliainformazioni.com/127629/pd-sicilia-dimenticato-tesseramento-laddio-militanza/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I servizi crearono il Corvo, non Di Pisa: condannato Borsellino</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/127429/i-servizi-crearono-corvo-non-pisa-condannato-salvatore-borsellino</link>
		<comments>http://www.siciliainformazioni.com/127429/i-servizi-crearono-corvo-non-pisa-condannato-salvatore-borsellino#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2014 08:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[alberto di pisa]]></category>
		<category><![CDATA[domenico sica]]></category>
		<category><![CDATA[il corvo]]></category>
		<category><![CDATA[impronta]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo giustizia palermo]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore borsellino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?p=127429</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il tribunale civile di Caltanissetta ha condannato Salvatore Borsellino al risarcimento del danno d’immagine subito da Alberto Di Pisa, oggi Procuratore della Repubblica di Marsala. Salvatore Borsellino, intervenendo ad una manifestazione pubblica tre anni or sono a Marsala, sostenne che la nomina di Di Pisa al vertioce della Procura costituiva un’offesa alla memoria del fratello.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127429/i-servizi-crearono-corvo-non-pisa-condannato-salvatore-borsellino">I servizi crearono il Corvo, non Di Pisa: condannato Borsellino</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il tribunale civile di Caltanissetta ha condannato<strong> Salvatore Borsellino al risarcimento del danno d’immagine subito da Alberto Di Pisa,</strong> oggi Procuratore della Repubblica di Marsala. Salvatore Borsellino, intervenendo ad una manifestazione pubblica tre anni or sono a Marsala, sostenne che la nomina di Di Pisa al vertioce della Procura costituiva un’offesa alla memoria del fratello. Alberto Di Pisa, infatti, fu<strong> accusato di essere l’autore di lettere anonime</strong> che rivelavano comportamenti anomali dei magistrati palermitani nella gestione dei pentiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Procuratore di Marsala fu assolto dall’accusa e la sentenza di assoluzione, che ha provocato la condanna di Salvatore Borsellino, riferisce <strong>sull’infondatezza dei sospetti e sull’estraneità del magistrato all’invio delle lettere anonime.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Nella sentenza ci sono prove che non c’entro niente”, ricorda Alberto Di Pisa. “Eppure ancora oggi, a distanza di molti anni c’è chi scrive erroneamente che la mia assoluzione sia stata favorita da una impronta inutilizzabile, quasi che dovessi ad un mero espediente il verdetto favorevole. E’ un modo surrettizio di gettare ombre sul mio lavoro….”</p>
<p style="text-align: justify;">Nella loro attività illecita, <strong>prosegue Di Pisa</strong>, citando la sentenza di assoluzione, <strong>i servizi si sono spinti fino a creare un’impronta che non esisteva.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le accuse di Salvatore Borsellino vennero nel corso di una manifestazione cui partecipò, tra l’alto, l’attuale sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, oggi al centro di un’infuocata polemica contro i colleghi magistrati che lo hanno condannato per abuso d’ufficio, provocando la sospensione dalla carica.</p>
<p style="text-align: justify;">Qualche giorno fa, inoltre, è scomparso <strong>Domenico Sica, protagonista del “mistero del corvo”, il caso di Pisa.</strong> Fu Sica, infatti, a indagare sulla famosa impronta “non utilizzabile”, che dopo l’a verifica di compatibilità, venne distrutta.</p>
<p style="text-align: justify;">La sentenza di condanna Salvatore Borsellino<strong> evoca i fantasmi di un passato che è ancora presente.</strong> I veleni del Palazzo di Giustizia di Palermo, che provocarono sospetti ed ingiuste accusa sul conto di Alberto Di Pisa, hanno lasciato una scia. Sono infati in corso indagini per individuare gli autori di minacce ed intimidazioni verso il Procuratore generale Roberto Spampinato.</p>
<p style="text-align: justify;">“La mia è un’altra storia”, commenta Di Pisa. “Nonostante sia emersa in modo incontrovertibile la verità sulla mia estraneità alle lettere anonime, c’è chi tiene in piedi il sospetto, scrivendo di un’impronta inutilizzabile, quasi che fossi stato favorito dalla sorte, che la sua utilizzabilità mi avrebbe recato danno e fatto cambiare opinione ai giudici. E’ la prova del malanimo e del pregiudizio. Naturalmente continuerò a tutelare la mia dignità tutte le volte che sarà necessario…”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127429/i-servizi-crearono-corvo-non-pisa-condannato-salvatore-borsellino">I servizi crearono il Corvo, non Di Pisa: condannato Borsellino</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siciliainformazioni.com/127429/i-servizi-crearono-corvo-non-pisa-condannato-salvatore-borsellino/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E il generale Mori divenne l&#8217;uomo nero. I misteri di Palermo</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/127257/generale-mori-divenne-luomo-nero-i-misteri-palermo</link>
		<comments>http://www.siciliainformazioni.com/127257/generale-mori-divenne-luomo-nero-i-misteri-palermo#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 10:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[binnu provenzano]]></category>
		<category><![CDATA[latitanza]]></category>
		<category><![CDATA[mario mori]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[obinu]]></category>
		<category><![CDATA[palazzo giustizia palermo]]></category>
		<category><![CDATA[roberto scarpinato]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[trattativa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?p=127257</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il processo di Appello che vede sul banco degli imputati Mario Mori e Stefano Obinu ha oscurato da alcuni giorni il processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. I due ex alti ufficiali dei carabinieri riempiono le pagine dei giornali. Mario Mori è diventato di colpo “l’uomo nero” della Repubblica, il seguace del piduista Vito Miceli, il</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127257/generale-mori-divenne-luomo-nero-i-misteri-palermo">E il generale Mori divenne l&#8217;uomo nero. I misteri di Palermo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il processo di Appello che vede sul banco degli imputati Mario Mori e Stefano Obinu</strong> ha oscurato da alcuni giorni il processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. I due ex alti ufficiali dei carabinieri riempiono le pagine dei giornali. Mario Mori è diventato di colpo “l’uomo nero” della Repubblica, il seguace del piduista Vito Miceli, il depositario di tutti i più inquietanti segreti della storia d’Italia, lo spione che accompagna per mano governi e famiglie di mafia verso il terzo millennio.</p>
<p style="text-align: justify;">La improvvisa celebrità è dovuta assai probabilmente <strong>allo stretto legame fra il processo di appello a Mario Mori e Obinu</strong> – accusati di avere favorito la latitanza di Binnu Provenzano – e <strong>il processo sulla trattativa</strong> Stato-mafia.</p>
<p style="text-align: justify;">Mori e Obinu sono stati assolti in primo grado dall’accusa “infamante”: se il verdetto dovesse essere confermato, potrebbe esercitare la sua influenza sulla decisione della Corte d’assise che giudica undici imputati “eccellenti”, fra i quali c’è proprio Mori. Ove la Corte accertasse che l’ex ufficiale dei carabinieri non trattò con la mafia in occasione della fallita cattura di Provenzano, sarebbe difficile addebitargli il reato di “attentato ai corpi dello Stato” nel processo sulla trattativa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Mori,</strong> dunque, in realtà non sta oscurando il processo sulla trattativa, <strong>ma prolunga la sua ombra inquietante, ha allargato il suo orizzonte.</strong> Ciò grazie al supplemento di indagini sulla latitanza di Provenzano ed altri oscuri episodi – protagonista Mori &#8211; disposti dalla Procura generale di Palermo, retta da Roberto Scarpinato, che di Mori ha una pessima opinione. Il processo d’appello a Mori e Obinu è un processo “a latere” rispetto alla “trattativa”.</p>
<p style="text-align: justify;">Evitare l’assoluzione di Mori significa, per la Procura di Palermo, “salvare” il processone sulla trattativa. Non c’è dubbio che la Procura generale ce la stia mettendo tutta nella ricerca della verità. Che, tuttavia, potrebbe non essere quella che persegue, essendo compito del collegio giudicante accertarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Il processo sulla trattativa è stato preceduto ed affiancato dalle minacce, ripetute, verso i pm che lo hanno istruito il processo di appello a Mori e Obinu, è stato del pari preceduto ed affiancato da intimidazioni, che hanno gettato un’ombra sul Palazzo e sui suoi misteriosi frequentatori così abili da accedere nelle stanze dei magistrati più esposti per inviare i loro messaggi intimidatori.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I fatti che si svolgono fuori dalle aule del dibattimento prevalgono sui processi.</strong> Si perde il filo dei fatti, si smarriscono gli elementi essenziali a ogni valutazione, si confondono le idee, si spargono sospetti e s’inducono paure, che ostacolano la giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Palazzo affronta un’altra prova difficile: non è un covo di vipere, come qualcuno lo dipinge ingenerosamente, ma nemmeno un’isola di santità, come altri credono acriticamente: <strong>il clima che si respira non è dei migliori,</strong> ed a soffrirne sono soprattutto coloro che lo abitano assiduamente.</p>
<p><strong>Occorre forse più trasparenza, più chiarezza.</strong> Si ha la sensazione, magari infondata, che si stia combattendo una battaglia che lambisce la ricerca della verità.</p>
<p style="text-align: justify;">L’attività dei servizi segreti, i patti fra corpi dello stato, la collaborazione “trattata” con i boss, si sono trasformati, in episodi delittuosi in quanto tali. La scoperta del protocollo “Farfalla”, stipulato fra i servizi e il Dap, il dipartimento di polizia giudiziaria, è stato rappresentato come un tradimento, ed i suoi promotori come appartenenti ad un covo di delinquenti; l’attività dei servizi segreti, sprovvista di un controllo di legalità, è considerata una grave trasgressione della legge, una prova di intollerabile ambiguità e, forse, di devianza; la trattativa con il bosso è considerata una legittimazione del crimine organizzato, una patto d’affari e solo tale. Ma non è così.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La legge attribuisce il controllo dei Servizi ad altri organi dello Stato</strong> (il governo, il Parlamento), non c’è Paese al mondo in cui i servizi facciano il loro lavoro, inevitabilmente ambiguo e “di confine”, sotto la tutela della magistratura inquirente alla stregua della polizia giudiziaria (impensabile che le toghe tutelino o nascondano le illegalità…).</p>
<p style="text-align: justify;">La trattativa fra delinquenti e poliziotti, agenti dei servizi e non, è stata da sempre – ci sia di mezzo la mafia o meno – una strada battuta perseguita nell’interesse della verità. La collaborazione con la giustizia è il risultato di una trattativa: gli inquirenti promettono sconti di pena, una premialità in cambio di informazioni. E questo ha permesso di smantellare pericolose famiglie di Cosa nostra. Senza la trattativa non ci sarebbero stati alcuni successi dello Stato.</p>
<p>Si tratta anche per salvare la vita di uomini e donne sequestrate da banditi e terroristi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sostenere la necessità di un controllo di legalità, preventivo, per gli 007 è un nonsenso, così come sostenere che la trattativa, in quanto tale, sia da perseguire.</p>
<p><strong> I Servizi segreti sono essenziali per la difesa delle istituzioni;</strong> trattare con i delinquenti può essere necessario; i protocolli riservati fra corpi dello Stato possono aiutare le indagini e incoraggiare la collaborazione. E’ il cattivo uso di questi mezzi, che va perseguito e punito. Occorre quindi distinguere a chiare lettere, e finora questo non è avvenuto, fra fini e mezzi.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127257/generale-mori-divenne-luomo-nero-i-misteri-palermo">E il generale Mori divenne l&#8217;uomo nero. I misteri di Palermo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siciliainformazioni.com/127257/generale-mori-divenne-luomo-nero-i-misteri-palermo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Frodi Ue, Sicilia prima. Altrove si chiude un occhio: parla l&#8217;esperto</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/127023/frodi-ue-sicilia-in-testa-altrove-chiudono-occhio-parla-lesperto</link>
		<comments>http://www.siciliainformazioni.com/127023/frodi-ue-sicilia-in-testa-altrove-chiudono-occhio-parla-lesperto#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 07:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[controllo preventivo]]></category>
		<category><![CDATA[controllo successivo]]></category>
		<category><![CDATA[corte dei conti]]></category>
		<category><![CDATA[frodi comunitaria]]></category>
		<category><![CDATA[guardia di finanza]]></category>
		<category><![CDATA[nicola tarantino]]></category>
		<category><![CDATA[record frodi sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?p=127023</guid>
		<description><![CDATA[<p>La Sicilia regina delle frodi europee e il Fort Knox dei controlli: come si concilia questa concomitanza? La gruviera e le porte di ferro, le ruberie di successo e il fortilizio inattaccabile. Nicola Tarantino, dirigente della programmazione e coordinatore degli uffici di controllo di primo livello, un passato nella Guardia di Finanza, ha una spiegazione</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127023/frodi-ue-sicilia-in-testa-altrove-chiudono-occhio-parla-lesperto">Frodi Ue, Sicilia prima. Altrove si chiude un occhio: parla l&#8217;esperto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Sicilia regina delle frodi europee e il Fort Knox dei controlli:</strong> come si concilia questa concomitanza? La gruviera e le porte di ferro, le ruberie di successo e il fortilizio inattaccabile.</p>
<p><strong>Nicola Tarantino,</strong> dirigente della programmazione e coordinatore degli uffici di controllo di primo livello, un passato nella Guardia di Finanza, ha una spiegazione che lascia con la bocca aperta. “E’ proprio il sistema di controllo a maglie strette che ci fa volare in testa alla classifica delle frodi”.</p>
<p><strong>Ce lo spieghi meglio, dottor Tarantino. Vuol dire che i siciliani sono dei bravi ragazzi e che è tutta colpa di Fort Knox se conquistiamo un record che fa arrossire i siciliani?</strong></p>
<p>“Esattamente. Disponiamo di un sistema di controllo amministrativo stratificato, cioè a più livelli, e della migliore polizia finanziaria d’Europa…”</p>
<p><strong>E allora?</strong></p>
<p>“Allora c’è che altrove le cose stanno diversamente”</p>
<p><strong>Chiudono un occhio?</strong></p>
<p>“Non dico questo, dico che gli altri Paesi europei non hanno una polizia finanziaria, e noi ce l’abbiamo, ed è esperta, per giunta, di sistemi comunitari, filtra il sistema dei finanziamenti comunitari. Non si scopre di tutto, ma sfugge poco. Tutta l’attività dell’Olaf, l’antifrode, scaturisce dalle segnalazioni degli stati membri, non viene da Bruxelles, come si pensa. E’ ovvio che altri hanno meno frodi che la Sicilia. Ciò avviene perché il malaffare passa inosservato o quasi…”</p>
<p><strong>Come fa ad esserne sicuro? È una ipotesi ragionevole, plausibile, credibile, ma che cosa le dà la sicurezza che le cose stiano così?</strong></p>
<p>“Il fatto che i nostri controlli sono unici, non c’è niente di simile altrove”</p>
<p><strong>In concreto, quali sono gli strumenti che ci distinguono, a parte la polizia finanziaria?</strong></p>
<p>“Adottiamo un controllo preventivo ed un controllo successivo, amministrativo e giurisdizionale, cioè la Corte dei Conti”.</p>
<p><strong>La unicità sta in questo?</strong></p>
<p>“La Sicilia è l’unica regione d’Itallia che adotta un controllo preventivo giurisdizionale nella gestione della spesa. Ha chiesto motu proprio, volontariamente, che la Corte dei Conti esegua un controllo preventivo di legittimità…”</p>
<p><strong>Ne consegue che le frodi, scoperte dalla Guardia di Finanza, hanno già il bollo della regolarità.</strong></p>
<p>“Bisogna tenere conto di un elemento che sfugge a chi non sta dentro il sistema, e cioè che le frodi sono consumate com destrezza. Le carte sono in perfetta regola, chi froda è un esperto di mecanismi comunitari. Coloro che controllano i documenti non sono in condizione di scovare un bel nulla, tutto è legittimo. Non hanno gli strumenti della Guardia di Fiananza, per esempio, e della magistratura inquirente, che può avere le informazioni di cui ha bisogno, per esempio, nelle banche…”.</p>
<p><strong>Ricapitolando, possiamo affermare che abbiamo più ladri perché abiamo i migliori poliziotti, e che i ladri hanno le carte in regola…</strong></p>
<p>“E’ un paradosso, ma le cose stanno proprio così. Abbiamo un corpo di polizia specializzato in reati in materia finanziaria. Dobbiamo essere orgogliosi di disporre di un sistema di vigilanza e repressione all’avanguardia”.</p>
<p><strong>Dubitiamo che qualcuno gonfi il petto quando si scoprono frodi a go-gò.</strong></p>
<p>“Ma ci sono delle novità. In passato bastava un articolo di giornale per aprire un fascicolo ed iniziare un’indagine amministrativa su presunte frodi. E la cosa creava problemi. Ora ci siamo adeguati ad una direttiva recente della Presidenza del consiglio: solo in caso di rinvio a giudizio nasce l’obbligo della comunicazione a Burxelles. Le statistiche miglioreranno…”.</p>
<p><strong>E le frodi diminuiranno…</strong></p>
<p>“E’ così. Altri paesi facevano già così da tempo, noi siamo stati i più zelanti. La statistica ci ha penalizzato acriticamente, indicandoci come i più truffaldini. Per carità, nessuno osa sostenere che la Sicilia sia la terra degli angioletti, che non ci sono truffe, non mancano certo i casi di frodi, ma quel record è bugiardo”.</p>
<p><strong>Lei ha riferito del sistema di vigilanza a maglie larghe degli altri paesi europei, ma come spiega la posizione di vertice in Italia. La Guardia di Finanza agisce ovunque.</strong></p>
<p>“La Sicilia ha un programma comunitario di sei miliardi da gestire, in valore assoluto, non si può confrontarlo con quello delle regioni del Nord, che hanno da gestire l’0biettivo della competitività e basta. Il Sud dispone dell’obiettivo convergenza, quattro regioni del Sud da sole dispongono di più della metà delle risorse comunitarie”.</p>
<p><strong>Più soldi, più frodi, insomma.</strong></p>
<p>“Anche questa è statistica. Quel che voglio ribadire è un fatto: non è l’Europa che cerca i truffaldini, ma siamo noi”</p>
<p><strong>Piangiamo con un occhio solo…</strong></p>
<p>“Qualcosa di simile”.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/127023/frodi-ue-sicilia-in-testa-altrove-chiudono-occhio-parla-lesperto">Frodi Ue, Sicilia prima. Altrove si chiude un occhio: parla l&#8217;esperto</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siciliainformazioni.com/127023/frodi-ue-sicilia-in-testa-altrove-chiudono-occhio-parla-lesperto/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La guerra di Salvatore Borsellino contro Giorgio Napolitano</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/126878/guerra-salvatore-borsellino-contro-giorgio-napolitano</link>
		<comments>http://www.siciliainformazioni.com/126878/guerra-salvatore-borsellino-contro-giorgio-napolitano#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 08:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[attentato via dell'autonomia siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[beppe griullo]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[impeachment]]></category>
		<category><![CDATA[paolo borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[porte aperte]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?p=126878</guid>
		<description><![CDATA[<p>Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, vuole che l’audizione del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia si svolga a porte aperte. “Così i cittadini possono ascoltarlo”, spiega, laconico. Giusto come ha chiesto Beppe Grillo. L’entrata a gamba tesa del fratello di Paolo non ha sorpreso alcuno. Salvatore Borsellino “insegue” Napolitano da</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/126878/guerra-salvatore-borsellino-contro-giorgio-napolitano">La guerra di Salvatore Borsellino contro Giorgio Napolitano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Salvatore Borsellino</strong>, fratello di Paolo, vuole che l’audizione del presidente della Repubblica,<strong> Giorgio Napolitano</strong>, nel processo sulla presunta trattativa Stato-mafia si svolga a porte aperte. “Così i cittadini possono ascoltarlo”, spiega, laconico. Giusto come ha chiesto<strong> Beppe Grillo</strong>. L’entrata a gamba tesa del fratello di Paolo non ha sorpreso alcuno. Salvatore Borsellino “insegue” Napolitano da tempo con l’intento di stanarlo. Avrebbe voluto la sua defenestrazione, perché sospettava che avesse favorito i trattativisti con i suoi presunti silenzi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La messa in stato di accusa, chiesta in una intervista al <em>Fatto quotidiano</em>,</strong> fece il giro del mondo grazie al “cognome” di Salvatore, perché nella sostanza non aveva né capo né coda. Il fratello di Paolo fu risparmiato, e compreso, perché era il fratello di Paolo, altrimenti sarebbe stato coperto di ridicolo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’iniziativa precedette la rielezione, in <em>standing ovation</em>, di Napolitano,</strong> e fu seguita da un pronunciamento della Corte costituzionale che dava ragione al presidente (il capo dello Stato ha il diritto di mantenere riservata la corrispondenza). Ma il danno d’immagine per il presidente ci fu, indubbiamente, perché la notizia venne sapientemente utilizzata per gettare discredito sul Quirinale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ora è la volta della testimonianza a porte aperte, che muove lungo la vecchia scia.</strong> La richiesta fa credere, infatti, che si voglia tenere stretto il segreto su ciò che avverrà nel corso dell’udienza al Quirinale. Ma l’audizione non è segreta, ma pubblica, si svolge alla presenza del collegio giudicante, gli avvocati delle parti e i pm, la pubblica accusa, che l’ha chiesta ed ottenuta. Ciò che verrà detto e fatto nel corso dell’udienza dedicata alla testimonianza del capo dello Stato verrà reso pubblico, non sarà affatto secretato. Manca il pubblico, questo sì, come ogni qualvolta lo prescrive la legge o lo ritiene il presidente della Corte.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’assenza di pubblico rispetta il codice ed è regolata dal presidente della Corte, Montalto</strong>, che l’ha autorizzata stabilendone le modalità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Coloro che reclamano un’udienza “a porte aperte”, come Salvatore Borsellino,</strong> sanno bene che le cose stanno così, che si rispetta scrupolosamente la legge, e non può essere diversamente. Ma sanno anche che la loro pretesa ha comunque un valore politico, perché – come avvenne nel caso dell’<em>impeachment</em> – lascia sospettare che si vogliano proteggere segreti e tutelare i silenzi del capo dello Stato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il movente politico, seppur non condivisibile, spiega l’iniziativa di Beppe Grillo,</strong> che ha scelto di tenere sotto tiro il presidente della Repubblica, reo di avere promosso governi che non piacciono al M5S, ma non spiega la richiesta, analoga, di Salvatore Borsellino che dice di cercare la verità a qualunque costo ma non altrove. Pare che per lui sia nascosta e protetta unicamente al Quirinale piuttosto che nelle torbide nebbie delle indagini, inchieste, veleni che agitano da venti anni i palazzi del potere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È in corso a Caltanissetta un processo sulla strage di via D’Amelio,</strong> grazie ad una inchiesta accurata della Procura nissena, che ha “scoperchiato” le omissioni, gli errori, le inquietanti iniziative che non permisero allo Stato di assicurare alla giustizia gli autori dell’attentato, regalando a mandanti ed esecutori un vantaggio di molti anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nelle carte di quel processo ci sarebbe molta materia di riflessione.</strong> Ma Salvatore Borsellino insegue la verità nei giardini del Quirinale, e non c’è verso di fargli cambiare idea.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Eppure il cognome che porta dovrebbe consigliargli cautela</strong> onde evitare che venga usato in modo inappropriato e sia uno strumento di lotta politica e fra poteri dello Stato.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/126878/guerra-salvatore-borsellino-contro-giorgio-napolitano">La guerra di Salvatore Borsellino contro Giorgio Napolitano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siciliainformazioni.com/126878/guerra-salvatore-borsellino-contro-giorgio-napolitano/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Italy in a day, in onda il &#8220;selfie&#8221; degli italiani. Tanta Sicilia</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/126719/italy-in-day-in-onda-selfi-realizzato-dagli-italiani-tanta-sicilia</link>
		<comments>http://www.siciliainformazioni.com/126719/italy-in-day-in-onda-selfi-realizzato-dagli-italiani-tanta-sicilia#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2014 09:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[gabriele salvatores]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Italy in a day]]></category>
		<category><![CDATA[odissea nello spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Palmitano]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?p=126719</guid>
		<description><![CDATA[<p>Italy in a day: il selfie realizzato dagli italiani – 45 mila video, 2200 ore, &#8211; selezionati da Gabriele Salvatores ed il suo team, è stato proposto sabato in prima serata da Rai 3, con il traino di Fabio Fazio e “Il tempo che fa”. Ed è subito sorpresa: c’è la Sicilia in apertura, l’astronauta</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/126719/italy-in-day-in-onda-selfi-realizzato-dagli-italiani-tanta-sicilia">Italy in a day, in onda il &#8220;selfie&#8221; degli italiani. Tanta Sicilia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Italy in a day: il selfie realizzato dagli italiani –<strong> 45 mila video, 2200 ore,</strong> &#8211; selezionati da Gabriele Salvatores ed il suo team,<strong> è stato proposto sabato in prima serata da Rai 3,</strong> con il traino di Fabio Fazio e “Il tempo che fa”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed è subito sorpresa: c’è la Sicilia in apertura, l’astronauta Parmitano.</strong> Ed in mezzo altri siciliani, il vecchio fisarmonicista (a giudicare dal dialetto), ed una deliziosa fanciulla che proclama la sua dedizione a Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;">Parmitano mostra l’Italia vista dalla sua navicella spaziale, e nei suoi occhi c’è lo stesso orgoglio della giovane palermitana che dichiara amore eterno alla sua città.</p>
<p style="text-align: justify;">Su “Italy in a day”, a causa del battage pubblicitario, erano state create molte aspettative. La realtà non rispetta mai i bisogni, i desideri, le attese. Non tradisce, è semplicemente “altro”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riconoscersi in Italy in a day è davvero una gran fatica.</strong> Inevitabile che il disconoscimento prevalga? L’ambizione del film era di non lasciare fuori nessuno, mission impossible. Non si possono fare miracoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni sentimenti e pensieri comuni hanno avuto <strong>una corsia preferenziale, come la solitudine, ma altri no, non c’erano.</strong> Tanta solitudine nel “selfie”: <strong>il marinaio ingabbiato nel porta container, incapace di scendere a terra (come il pianista di Tornatore?),</strong> l’uomo che vive nella mansarda spogliato della sua intraprendenza manageriale, il testimone di giustizia che non può lasciare il cantiere edile per non essere ammazzato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sacrificata la creatività, sotto traccia l’ottimismo, il know how:</strong> la carica positiva è stata affidata a una donna che nelle prime ore <strong>del mattino fa ginnastica nel suo balcone</strong> e ad un ragazzo che inneggia al pezzo di pane che sta mangiando. E l’amore? Ai baci e gli abbracci (tanti, teneri e dolci, il più bello è il bacio di una anziana madre sulla mano del figlio che riconosce a stento…).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tanto silenzio, ma non solo come corredo della solitudine:</strong> la protesta e l’azione finiscono per sembrare fuori posto. E la vita è accettata con affanno, la morte spiegata “solo” dal medico che assiste i suoi anziani pazienti. Ci sono i pianti di gioia, di commozione, di tristezza. Ma c’è poca rabbia, non è un male ( “Mi aspettavo più rabbia, spiega il regista Salvatores, ed abbiamo trovato dignità, futuro, vita”).</p>
<p style="text-align: justify;">Non possiamo raccontarvi tutto il film, possiamo dirvi che l’esperimento è riuscito a metà (ma è solo il nostro punto di vista, un italiano su più di sessanta milioni). Non poteva essere altrimenti, i 45 mila video sono stati selezionati da un piccolo gruppo di italiani che avevano in testa la “loro” Italia. E l’hanno trovata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un solo appunto: la sequenza iniziale,</strong> che ricorda Odissea nello spazio, piuttosto che il prologo di un selfie. Quella, proprio, non ce l’aspettavamo affatto.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/126719/italy-in-day-in-onda-selfi-realizzato-dagli-italiani-tanta-sicilia">Italy in a day, in onda il &#8220;selfie&#8221; degli italiani. Tanta Sicilia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siciliainformazioni.com/126719/italy-in-day-in-onda-selfi-realizzato-dagli-italiani-tanta-sicilia/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pazza campagna elettorale per le suppletive, parla Pippo Gianni</title>
		<link>http://www.siciliainformazioni.com/126616/suppletive-sicilia-pazza-campagna-elettorale-tutti-i-tempi-parla-gianni</link>
		<comments>http://www.siciliainformazioni.com/126616/suppletive-sicilia-pazza-campagna-elettorale-tutti-i-tempi-parla-gianni#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2014 12:50:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[SALVATORE PARLAGRECO]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Focus]]></category>
		<category><![CDATA[assemblea regionale siciliana]]></category>
		<category><![CDATA[cga]]></category>
		<category><![CDATA[pachino]]></category>
		<category><![CDATA[pippo gianni]]></category>
		<category><![CDATA[rosolini]]></category>
		<category><![CDATA[suppletive]]></category>
		<category><![CDATA[tar]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.siciliainformazioni.com/?p=126616</guid>
		<description><![CDATA[<p>Il 5 ottobre si vota in sei sezioni elettorali di Pachino e in tre a Rosolini. Fino all’ultimo, grazie all’intervento del prefetto di Siracusa, si è creduto di potere evitare le urne. Il Consiglio di Giustizia amministrativa ha “ribaltato” tutto &#8211; ben sei sentenze del Tar &#8211; e si pronuncia a favore del voto, creando</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/126616/suppletive-sicilia-pazza-campagna-elettorale-tutti-i-tempi-parla-gianni">Pazza campagna elettorale per le suppletive, parla Pippo Gianni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 5 ottobre si vota in sei sezioni elettorali di <strong>Pachino</strong> e in tre a <strong>Rosolini</strong>. Fino all’ultimo, grazie all’intervento del prefetto di Siracusa, si è creduto di potere evitare le urne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Consiglio di Giustizia amministrativa ha “ribaltato” tutto</strong> &#8211; ben sei sentenze del Tar &#8211; e si pronuncia a favore del voto, creando un precedente che trasforma la legge elettorale vigente per l’elezione dei deputati regionali e del presidente della Regione in una gruviera. Basterà poco, infatti, perché si determini uno stallo nelle prossime consultazioni: l’elezione del presidente della Regione può rimanere in lista d’attesa per molti mesi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quanto al presente, in caso di “caduta” di uno o più deputati eletti,</strong> si potrebbero modificare gli attuali equilibri politici sia all’interno del maggiore gruppo parlamentare, il Pd, all’Assemblea regionale siciliana, quanto fra maggioranza reale ed opposizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pippo Gianni, deputato Pd, è uno degli eletti, forse il più arrabbiato di tutti.</strong> “Se pensate che sia solo una questione personale, la preoccupazione o il fastidio di dovere tornare a misurarmi con il consenso, vi sbagliate”, spiega. “Certo, c’è anche questo, la persuasione di stare subendo un torto, ma ciò che è avvenuto è semplicemente sconcertante. L’Assemblea regionale siciliana, il massimo organo di democrazia dell’Isola, non conta niente. Il Cga l’ha certificato…”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa avrebbe potuto fare?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Il presidente dell’Ars ha assistito impietrito allo scippo. La legge 51 vieta le elezioni parziali la legge elettorale prevede i resti, e quindi sarebbe una assurdità celebrarle. E poi non si è tenuto conto della Commissione provinciale, dei pronunciamenti del Tar. Se il prossimo presidente della Regione dovesse farcela per una manciata di voti la prossima volta, basterà che partano ricorsi dalle circoscrizioni provinciali e si ferma tutto. Un’assurdità”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come state vivendo queste ore? Lei se l’aspettava?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Ormai mi aspetto di tutto, figuriamoci. È la più brutta pagina della storia del Parlamento regionale”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa succederà? Ha fatto delle previsioni? E la campagna elettorale per le suppletive come si organizza?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Non ci sono precedenti, abbiamo posto dei quesiti al governo, l’assessore al ramo e il funzionario più alto in grado. Gli abbiamo chiesto con quali regole bisognasse fare campagna elettorale, se dovessero votare gli stessi elettori di due anni fa, se avessero diritto al voto i nuovi maggiorenni, se ci fossero delle limitazioni nella spesa dei candidati. E come fosse possibile mettere in piedi una campagna elettorale in meno di otto giorni”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con queste premesse, ed altre, Pippo Gianni va alla guerra.</strong> Non sembra spaventato, piuttosto incuriosito e arrabbiato. Del resto sta per partecipare alla più pazza competizione elettorale di tutti i tempi. Le nove sezioni di Rosolini e Pachino rappresenteranno la Sicilia, ma non si sa come.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com/126616/suppletive-sicilia-pazza-campagna-elettorale-tutti-i-tempi-parla-gianni">Pazza campagna elettorale per le suppletive, parla Pippo Gianni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.siciliainformazioni.com">SiciliaInformazioni</a>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.siciliainformazioni.com/126616/suppletive-sicilia-pazza-campagna-elettorale-tutti-i-tempi-parla-gianni/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
