“Palermo ai tuoi occhi”, di Allì Traina

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Uno degli scrittori che più ci manca – ché tale merita di essere definito – è Rosario La Duca. Ingegnere e docente universitario, La Duca raccontò l’architettura e la storia di Palermo svelandocene l’anima. Tanti i suoi libri, tantissimi i suoi articoli (tenne più rubriche, soprattutto sul Giornale di Sicilia) preziosamente divulgativi e ricchi di aneddoti, curiosità, riferimenti colti e puntuali. Oggi sono diversi a scrivere di Palermo –città fascinosa come poche nei suoi eterogenei segni distintivi -, a descriverne le bellezze monumentali, a scovarne le antiche radici. Tra i molti cantori di Palermo, la giovane Allì Traina è certamente la scrittrice più talentuosa. La conferma arriva dal suo ultimo libro, “Palermo ai tuoi occhi” edito da Dario Flaccovio. Un libro originalissimo, “Palermo ai tuoi occhi”, nato dall’incontro con Giuliana Flavia Cangelosi, che ne ha curato le illustrazioni. Definire Allì Traina l’erede di La Duca è un azzardo, e farebbe torto a entrambi: diverso è lo stile e lo spirito dei due, accomunati però, oltre che dall’amore per il capoluogo siciliano, dalla capacità comunicativa affidata a una scrittura sobria ed elegante, semplice ed efficace. In “Palermo ai tuoi occhi”, Allì Traina ci fa “scoprire luoghi nascosti superando luoghi comuni”, come recita il sottotitolo del libro.  L’autrice di “Vicoli vicoli” ci accompagna nei quartieri popolari di Palermo, anche quelli meno conosciuti, e li esplora sottraendo dall’oblio ricchezze architettoniche oggi quasi del tutto ignorate.

La Traina ci accompagna negli angoli reconditi della città e ci fa da Cicerone: non solo ci descrive i monumenti che non conosciamo con dovizia di dettagli, ma ci delizia con notizie storiche apprese da varie fonti e che rivelano il cuore multietnico di una città connotata da sempre da una civiltà incline al dialogo e all’accoglienza. La Palermo delle periferie non è solo degrado, abbandono, atavica miseria: è storia, bellezza di luoghi e di natura. Ma il messaggio che “Palermo ai tuoi occhi” ci lancia è anche un altro. Vi è un’ansia di riscatto nei “ quartieri dove il buon Dio non offre i suoi raggi”, animata dalle molteplici iniziative sociali condotte dal volontariato religioso e laico e da estrosi progetti di recupero di tradizioni artigianali o di rivitalizzazione commerciale, al punto da confutare la citazione di De Andrè. Protagonisti del libro, perciò, accanto alle piazze, alle strade, ai vicoli presso cui la Traina ci conduce – da Ballarò, a Sant’Erasmo, alla Zisa, ad Acqua dei Corsari -, sono figure esemplari come, tra le altre, fra Mauro Billetta, parroco della chiesa di Sant’Erasmo, o i tantissimi coraggiosi e creativi  promotori della rinascita sociale ed economica di quelle borgate.

D’altra parte, la scrittura di Allì Traina, come testimonia il precedente suo “Strada che spunta”, ha una forza particolare – e qui sta anche la sua cifra personalissima – capace di cogliere in realtà di emarginazione e declino la volontà di rialzarsi. Per la carica emotiva che si coniuga agli accurati spunti paesaggistici, tra i libri di Allì Traina, “Palermo ai tuoi occhi”, è forse quello che raggiunge – anche nella scrittura, comunque piana e di taglio giornalistico, ravvivata da brillanti impennate- gli esiti più felici. E altre prove, ancora più convincenti, attendiamo da Allì Traina, affinché il rimpianto di Rosario La Duca sia meno pungente.

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