Amore e Belice in “Scosse dentro l’anima”

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La notte del 14 gennaio del 1968 nella Valle del Belìce la terra tremò con violenza mortificando tanti piccoli centri e gettando nel panico le loro popolazioni. A distanza di quasi cinquant’anni quel sisma non è dimenticato nella Valle del Belìce, sia da chi ne visse il dramma direttamente, sia da chi, pur non essendo allora ancora nato, ne è rimasto comunque vittima per aver dovuto fare i conti con una ricostruzione lunga e difficile.
Sabato 30 gennaio, alle 17, presso il Centro Civico Polifunzionale di Menfi, la memoria del dramma belicino verrà ravvivata dalla presentazione di un romanzo che da quel terremoto trae ispirazione, “Scosse dentro l’anima” di Angela Maria Mistretta edito da Aulino. Saranno presenti, con l’autrice e l’editore, i sindaci di Menfi e di Montevago, Vincenzo Lotà e Calogero Impastato, il giornalista Toni Fisco e la scrittrice Licia Cardillo Di Prima, che discuteranno del romanzo;il pomeriggio, inoltre, sarà animato da vari intermezzi artistici affidati ad Accursio Alesi, Nadia Curreri, Maria Rizzo, Nino Sanzone.
“Scosse dentro l’anima”è un romanzo intenso, che fa rivivere ansie, apprensioni, emozioni di quei giorni dell’inverno e della primavera del ’68 a Menfi e nella valle del Belìce.
La storia d’amore – tormentata e ricca di colpi di scena- di Paola, la figura principale, e di Vittorio s’intreccia con le vicende del terremoto: la ricerca dei dispersi tra le macerie, gli accampamenti precari, la convivenza tra famiglie “sfollate”, la solidarietà, le paure, le speranze che si legano a un evento che sconvolge la quotidianità routinaria. Tanti sono gli intrighi e le storie, dai risvolti imprevedibili, che si snodano nel contesto di una calamità che aggredisce e rende incerti i destini di una popolazione capace comunque di difendersi e di reagire. Non mancano, negli uomini e nelle donne di “Scosse dentro l’anima”, le comprensibili crisi e gli stravolgimenti esistenziali, ma in essi è presente –a dispetto di una “letteratura” incline a manifestare l’indole fatalista dei siciliani- la voglia di riscatto e la forza solidale. Né è assente in diversi protagonisti di “Scosse dentro l’anima” –un romanzo insieme collettivo e individuale- il forte sentimento religioso cui si accompagna il vigore etico. E’ anzi la religiosità, acuita dagli eventi avversi e da una natura “matrigna” (ma nel romanzo la natura si mostra anche nei suoi aspetti rigogliosi), ad animare l’intero romanzo, a svelarne la cifra espressiva, a decifrarne il messaggio sotteso.
Angela Maria Mistretta conferma, al suo secondo romanzo, il talento narrativo connotato da una nitida sensitività coniugata alla capacità di disegnare la cornice “storica” di avvenimenti lontani o vicini nel tempo.

Vero è che Mistretta, autrice di diverse sillogi liriche, ha esordito con la poesia, ma la vena di versificatrice se da un lato si svela in alcuni passi del romanzo (soprattutto negli incipit dei vari capitoli) con preziosismi letterari funzionali alla descrizione degli eventi e dei personaggi, dall’altro, pur nell’elegante effervescenza della scrittura, è contenuta in una prosa scorrevole e di agevole lettura condita da molti dialoghi.

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