La prima donna pilota di elicotteri alla Kore di Enna. Le ali della volontà

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La regina dei cieli, Maria Concetta Micheli prima donna italiana con il brevetto di pilota di elicottero è stata ospite all’università Kore di Enna. Nel 1971 quando i piloti civili e militari erano solo uomini con la sua determinazione scardinò il sistema e oggi con un’aquila appuntata sul petto e invariata passione incontra gli studenti per raccontare loro di un amore lungo una vita.

In Sicilia per presentare la sua biografia “La ragazza che parlava all’elicottero”, scritta dal giornalista Giorgio Evangelisti, dice alle donne: non mollate mai! Capelli biondi acconciati con cura, un trailer grigio pantaloni, alta, ferma nei suoi passi e nelle sue parole, un punto vita tanto stretto da fare invidia a una ragazzina, il suo corpo che più giovane non è fa eco alla sua vita all’insegna della disciplina. Il comandante Micheli, la donna dei record: “Pioniere dell’Aeronautica Italiana” quale pilota civile, “Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana” e nel 2012 “Commendatore”, incute timore finché con la sua voce un po’ roca e la sua simpatia non comincia a raccontare alla classe di Ingegneria Aerospaziale dei suoi primi voli e del disaggio che provava ogni volta che vedeva un elicottero parcheggiato nell’hangar.

«Mi trovavo all’aeroporto Peretola di Firenze durante dei voli dimostrativi con un elicottero – racconta la toscana di nascita e umbra d’adozione di origini nobiliari- un militare mi invitò a salire e da quel giorno non ho più smesso. Tornai a casa e dissi a mia madre: farò l’elicotterista!».

La madre, già vedova, non si oppose, era pronta perfino a impegnare i loro averi pur di fare realizzare la figlia. «Io non glielo permisi e mi rimboccai le maniche».

Per realizzare il suo sogno il comandate Micheli si mise a fare tanti lavoretti umili e si sottopose perfino a un delicato intervento chirurgico a un orecchio pur di realizzare il suo sogno: stringere tra le mani il brevetto numero 116, il primo conquistato da una donna.

La biografia che ha presentato alla Kore, alla presenza anche del prorettore, il palermitano Giovanni Tesoriere, nasce con un obiettivo preciso: dire alle donne di oggi che i sogni nascono per essere realizzati e che se desiderano fare un lavoro anche se prettamente maschile devono perseguire il loro obiettivo. Maria Concetta, non ha mai voluto far parte di clan e soprattutto non è mai scesa a compromessi per raggiungere il traguardo arduo che si era prefissata, prima di tutto l’onestà, verso se stessa e con gli altri.

«Mia mamma mi ripeteva sempre – mi racconta – tu sei una donna e se vuoi raggiungere l’indipendenza non seguire mai l’onda ma fai seguire l’onda».

E lei che vanta parecchi primati italiani e europei è stata un vero tsunami in quegli anni. Il volo più emozionante? «Il primo da solista, eravamo io, l’elicottero e il cielo… quella pace e tranquillità che sentii quel giorno in quota mi sono rimaste attaccate addosso tutta la vita».

Erano gli anni della Scuola Nardi dell’aeroporto di Bresso, nel Milanese.

Trovò un ambiente ostile?“A Bresso in accademia a mensa consumavo il pasto seduta da sola in un angolo e ogni volta che mi apprestavo a volare o presentavo un lavoro di ricerca c’era molto scetticismo». La Micheli non solo pilotava ma conosceva come pochi l’anima meccanica degli elicotteri, a questo aeromobile ha dedicato canzoni, fiabe, balli per i più piccoli e manuali. La sua storia è simbolo di libertà per molte donne di ieri e di oggi.

Schietta e sincera sembra una donna d’acciaio ma quando si side al posto di comando nel simulatore di volo dell’EC-135 nel polo scientifico d’Ingegneria dell’università Kore i suoi occhi si illuminano e i tratti del suo volto, bello ma severo, si addolciscono. Affiancata da Andrea Alaimo, il presidente del corso di Ingegneria Aerospaziale dell’ateneo ennese sorvolano il cielo di Barcellona. Lei che ha girato molto per testimoniare la sua storia resta sbalordita nel vedere il Centro Marta, acronimo di Mediterranean Aeronautics Research & Training Academy fiore all’occhiello della giovane università al centro della Sicilia: “Questo posto è davvero eccezionale, un piccolo miracolo”, commenta con il Preside d’Ingegneria Giovanni Tesoriere mentre posa davanti al simulatore del business jet “Citation C560XLS” con il quale si svolgono ricerche scientifiche sull’ human factor, il fattore umano dei piloti durante il volo e nelle condizioni di stress.

Il sogno più grande di questa donna temeraria, quello di diventare pilota militare, si è realizzato a dicembre dello scorso anno quando l’Aeronautica Militare le ha consegnato il brevetto militare ad honorem. «

Ai ragazzi voglio dire: non lasciate l’Italia! Senza la bistecca di carne sul piatto tutti i giorni si campa lo stesso ma non lasciate la vostra nazione, non rinnegate le vostre radici. Non bisogna mai mollare, mai rassegnarsi e se i potenti non vi ascoltano unitevi, manifestate, fatevi sentire e fate valere le vostre idee».

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