Nell’attesa di una sentenza storica, Pif beffeggia la mafia in tv

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C’è una linea sottile che sembra legare Pif ( Pierfrancesco Diliberto) attore, regista e giornalista pubblicista, con la parola mafia e con gli eventi che la rincorrono, qualcuno direbbe un perseguitato.

Oggi nello stesso giorno in cui a Palermo si è chiuso il dibattimento del Processo Trattativa Stato – mafia, durato 5 anni e che vede imputati ministri, esponenti dell’Arma e delle istituzioni, ecco che l’eclettico Pif presenta la seconda serie per la televisione, “La mafia uccide solo d’estate “. E quando andrà in onda? altra coincidenza, il giorno dopo della festa della liberazione. Liberati da cosa e da chi? dalla mafia? beh non proprio, di sicuro è stata ridimensionata e non solo per via delle catture e dei processi ma anche nel modo in cui è stata raccontata dal regista palermitano nella sua pellicola  e nella fiction, già andata in onda sulle reti Rai.

E piaccia o non piaccia, Pif con il suo modo di fare diretto e a volte goffo  ha trovato una sua chiave di lettura del fenomeno e soprattutto ha trovato un modo originale di mostrarlo ai grandi e ai bambini e quindi a chi nel 92′ non era ancora nato. E così da Nord a Sud, da chi mangia il panino con le panelle a chi il risotto alla milanese non ha potuto resistere allo zapping iniziale per poi cogliere tutte quelle sfaccettature di una famiglia italiana media pronta a ridicolizzare i boss. E chissà cosa ci aspetta per questa seconda serie dopo aver visto il ” Capo dei capi” non riuscire a accendere il condizionatore.

E poi anche nella scelta del titolo Pierfrancesco Diliberto è stato furbo, è davvero così, tutti i delitti eccellenti sono avvenuti in estate e aggiungerei anche in primavera, magari i boss e i loro “scagnozzi” soffrono il freddo…e intanto questo titolo è entrato nella mente di tutti.

Ma se è vero che gli anni della stragi hanno segnato intere generazioni e qualcuno nel frattempo ne ha parlato e ne ha trovato il coraggio mentre altri hanno fatto finta di niente, un dato è certo sono eventi che ognuno a suo modo ha bisogno di metabolizzare. Di sicuro Pif lo ha fatto buttando giù prima un film e poi questa serie e nell’attesa che anche gli altri prendano la giusta consapevolezza e che la storia faccia il suo corso, vedi la sentenza per la Trattativa attesa per questo fine settimana,  ogni telespettatore avrà modo e tempo di guardare, pensare, piangere o ridere, ma come si dice l’importante è che se ne parli e Pif a suo modo ne ha trovato la voglia senza voler apparire ridicolo. I genitori e i professori chiamati a educare e spiegare la mafia lo ringrazieranno sicuramente.

E allora passando all’aspetto strettamente televisivo. Ecco che le sei puntate andranno in onda in prima serata, su Raiuno .

Tornano le vicende dei Giammaresi, una famiglia come tante (“I Giammaresi siamo tutti noi, non solo i palermitani ma tutti gli italiani” afferma Pif) che vive nella Palermo di fine anni Settanta nella quale deve imparare a convivere con la mafia e, se possibile, a irriderla. La storia dei suoi componenti si intreccia con quella della citta’, mostrando l’impatto della mafia sulla vita delle persone comuni. Pif, che della fiction e’ voce narrante, la definisce una sorta di “esame di coscienza perche’ ci mostra i limiti e i compromessi della nostra vita di tutti i giorni” e se ne dice orgoglioso “perche’ elimina il mito del mafioso per i bambini”. Tra l’altro, “il fatto che siamo ancora vivi dimostra che si puo’ fare una serie come questa senza rischiare la vita e, dunque, che le cose sono cambiate e si possono cambiare”. Nel cast de “La mafia uccide solo d’estate 2” ritroviamo, tra i tanti, Claudio Gioe’ (Lorenzo Giammaresi), Anna Foglietta (sua moglie Pia), Nino Frassica (fra’ Giacinto), Francesco Scianna (Massimo, fratello di Pia), Valentina D’Agostino (Patrizia) e Eduardo Buscetta (Salvatore). La storia riprende la’ dove si era interrotta alla fine della prima serie: con l’omicidio, nel luglio 1979, del capo della squadra mobile di Palermo Boris Giuliano e la decisione della famiglia Giammaresi di lasciare in fretta la citta’. Nele nuove puntate l’attenzione sara’ centrata sui fatti di cronaca piu’ importanti avvenuti negli anni Ottanta. Anna Foglietta osserva: “Questa serie ha il merito di far capire in quale piccolo compromesso risiede la collusione mafiosa”. Come la “sua” Pia che ottiene una cattedra a scuola grazie all’intervento poco pulito di suo fratello. Claudio Gioe’ aggiunge: “La forza di questa serie e’ il proporre il punto di vista dell’uomo comune che, trovandosi in questo scontro violento, scopre che l’ultima forma di difesa dei palermitani e’ trasmettere il senso civico e la legalita’”.

l desiderio di Pif di arrivare a raccontare i tragici eventi del 1992, le stragi in cui sono stati uccisi Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e Paolo Borsellino insieme agli uomini delle loro scorte, lascia presagire l’intenzione di una terza stagione, non smentita dal direttore di Rai Fiction Tinny Andreatta anche perche’ il materiale certo non manca e la prima stagione si e’ chiusa con cinque milioni di spettatori. A proposito della prima stagione, per chi avesse voglia di rinfrescare la memoria le puntate sono disponibili su Rai Play dove sara’ possibile trovare anche i nuovi episodi dopo la messa in onda su Raiuno. “La mafia uccide solo d’estate” e’ prodotta da Rai Fiction e Wildside e diretta da Luca Ribuoli.

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