Sesso e potere, non solo Weinstein. Le alcove dei Grandi e la pornocrazia…

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E’ di questi giorni lo scandalo che ha investito il produttore cinematografico Harvey Weinstein accusato da Asia Argento e dopo di lei da numerose altre attrici, di avere posto in essere nei confronti delle stesse molestie sessuali e in alcuni case di averle addirittura fatte oggetto di stupro. Tale vicenda, che peraltro desta qualche perplessità per il fatto di essere state tali molestie denunciate a distanza di 20 anni ed oltre, ripropone il vecchio tema del rapporto tra sesso e potere, rapporto che potremmo definire antico come il mondo.

“Comandare è meglio che fottere” recita un noto proverbio siciliano”. Ma ciò non sempre è vero dato che si sono registrati casi di potenti che in nome del sesso hanno perso il loro potere, come ad esempio la direzione del Fondo monetario internazionale, l’incarico di premier o più semplicemente una candidatura. Non mancano tuttavia tra i potenti quelli che invece si avvalgono della loro attrazione fisica per scalare il potere o che ostentano la propria capacità amatoria come espressione del loro potere.

I rapporti tra sesso e potere non sono certamente dei nostri giorni ma si perdono nella notte dei tempi. Basta pensare allo scandalo di sesso e politica che oltre 3500 anni fa investì la faraona Hatshepsut, che fu oggetto di una terribile vignetta ingiuriosa fino ad arrivare ai giorni nostri con gli scandali del caso escort- Berlusconi, del deputato Mele protagonista di una vicenda i cui aspetti giudiziari si sono conclusi il 26 maggio 2016, (feste erotiche con consumo di sostanze stupefacenti), o con lo scandalo che ha travolto il direttore del Fondo monetario internazionale Strauss-Kahn.

Sempre per andare indietro nel tempo, Raffaele Porta, nel libro “Pornocrazia imperiale. Sesso e potere a Roma ai tempi di Gesù Nazareno” fa rilevare come in quell’epoca grande influenza sugli avvenimenti politici, sociali ed economici, avessero le intricate vicende, più o meno segrete, che si svolgevano nelle camere da letto. Il Porta, nel libro parla, addirittura, di una lunga e segreta relazione tra Seneca e Agrippina minor, sorella di Caligola. Per non parlare delle imperatrici Giulia Maggiore, Messalina, Agrippina minore, Poppea di cui parla Dimitri Landeschi nel suo libro “Quattro donne scandalose. Sesso e potere nella Roma imperiale”, tutte accomunate da un tragico destino, fatte uccidere dalle persone che avrebbero dovuto proteggerle, mariti o figli che fossero e che la storiografia ci ha tramandato come dedite a inenarrabili perversioni e a mostruose depravazioni.

Ma dal sesso non si salvano personaggi di rilievo della politica del passato. Così sembra che Napoleone e Vittorio Emanuele II si facessero portare donne per rapporti brevissimi, mentre con il Duce si mettevano in fila. Mimmo Franzinelli, storico del fascismo, scrive : “La novità di Mussolini è il culto della personalità. Non aveva bisogno che la Polizia segreta gli procurasse le donne perché gli si offrivano spontaneamente. L’archivio centrale dello Stato, a Roma, conserva una quantità di lettere di femmine in delirio che gli chiedono un incontro”. La situazione veniva gestita, scrive sempre il Franzinelli, dal segretario del duce, Quinto Navarra (il Lele Mora della situazione) che gli portava le donne che più si avvicinavano alle sue esigenze. Gli incontri avvenivano nell’ufficio di Mussolini a Palazzo Venezia dove il rapporto, velocissimo, veniva consumato sul tappeto, o sul divano. Erano donne di tutte le classi sociali, dalla popolana alla principessa, contente di avere soddisfatto le voglie del simbolo della virilità. Tutto ciò accadeva mentre Mussolini aveva una amante,  Claretta Petacci.

La democrazia cristiana faceva tutto con discrezione: gestiva l’amante di Scelba o l’omosessualità di alcuni esponenti di spicco con il riserbo di un grande partito ( Alessandro Marzo Magno : da Mussolini alla DC, il sesso ai tempi del potere)

Sempre più spesso si assiste a ragazze giovani che si concedono ai desideri del potente di turno il quale finisce anche con il circondarsi di soggetti che gravitano nel mondo della droga e dell’illecito. Il caso più frequente è quello di donne particolarmente avvenenti che dal politico vengono segnalate ai direttori di rete delle Tv pubbliche e private per farle lavorare e che, come mi disse un noto regista televisivo, qualche anno fa, vengono qualificate dal politico come delle “nipotine”. Spesso in queste segnalazioni va ricercata la chiave di alcune carriere nel mondo dello spettacolo che peraltro costituiscono la conferma del mercimonio tra sesso, potere, spettacolo.

Ma per tornare ad epoche più recenti, sono noti gli amori di Giscard, Mitterand e Chirac durante il mandato presidenziale all’Eliseo. D’altra parte non bisogna dimenticare che l’Eliseo è stato abitato da donne come la marchesa di Pompadour, Caroline Murat e Josepephine Beauharnais.

Se si eccettua il virtuoso Generale de Gaulle, George Pompidou si trovò coinvolto insieme alla moglie Claude, in una vicenda particolarmente scabrosa in cui comparvero pornosequenze truccate e persino il cadavere della guardia del corpo di Alain Delon, amico di Pompidou. Mitterand intrattenne una relazione (tra il 1979 e il 1981) con la cantante di origine egiziana Dalida, storia finita per evitare scandali, mentre Giscard d’Estaing intrecciò una relazione con Syilvia Kristel, la leggendaria “Emmanuelle” dell’omonimo film. Scrive Ulderico Munzi nel Corriere della sera: “Nell’era Mitterand l’Eliseo si trasforma in una specie di gineceo. Il Presidente è un artista dell’erotismo. E’ tutto un frusciare di gonne e calze di seta nei salotti sperduti di Fauborg……Dal 1981 l’Eliseo è il trionfo della liberazione sessuale, tutti approfittano dell’atmosfera al punto che un uomo come Michel Rocard, in elicottero, si becca uno schiaffo da una ex amichetta di Mitterand”.

Tra le relazioni di Chirac, eletto Presidente nel 1995, sembra doversi annoverare quella con Claudia Cardinale, che ha però sempre smentito. Sembra che il suo telefono, molti anni fa, sia stato messo sotto controllo in seguito ad una avventura con una hostess sovietica assoldata dal KGB.

Come si vede non vi è grande differenza tra quanto accadeva all’Eliseo e quanto per anni è accaduto ad Arcore peraltro residenza privata del Presidente del Consiglio. L’unica differenza è data dal fatto che in Francia allora nessuno osava pubblicare le indiscrezioni. Come è stato scritto infatti tra il potere e la stampa, in Francia, in quegli anni era tutto un susseguirsi di strizzatine d’occhio. “Il Presidente che fa l’amore è come se vincesse ad Austerliz o a Wagram. E’ un Napoleone dell’alcova e quindi non deve finire in prima pagina”.

Analoga riservatezza non è stata mantenuta, di recente, in occasione della scoperta, nel dicembre 2012, della relazione tra Francois Holland, da pochi mesi eletto presidente della Repubblica francese e l’attrice Julie Gayet, relazione resa nota dal settimanale Closer (edito da Mondadori), il quale ,in copertina e in sette pagine interne titolava : “L’amore segreto del Presidente”. L’articolo era corredato da una serie di foto raffiguranti il Presidente con la guardia del corpo, in scooter, con il casco, mentre si reca dall’Eliseo in un appartamento distante circa 130 metri dal palazzo presidenziale dove poco prima era arrivata la Gayet.

Nella mattina successiva, quella del 21 dicembre, le foto ritraggono la guardia del corpo di Holland che torna al 20 rue du Cirque, con un sacchetto di croissant. Come venne scritto : “sicurezza nazionale e petit dejeuner”. L’appartamento era stato messo a disposizione della Gayet da una coppia di colleghi. Holland reagiva con un comunicato a titolo personale e non in qualità di Presidente della Repubblica nel quale “deplora profondamente gli attacchi al rispetto della vita privata alla quale ha diritto come qualsiasi cittadino”. E dire che Holland, quando ufficializzò la sua relazione con Valerie Trierweller, in una intervista di due pagine rilasciata al settimanale Gala il 12 ottobre 2010 ebbe a dichiarare: “Valerie è la donna della mia vita”. Rispetto all’epoca in cui presidente era Valery Giscard d’Estaing i tempi sono cambiati ed è venuta meno quella che era stata a lungo una tradizione francese e cioè il rispetto della vita privata dei Presidenti della Repubblica.

Talvolta l’avere intrattenuto relazioni sessuali è costata la perdita della carica a politici ed amministratori. Tale è il caso verificatosi in Inghilterra allorquando Harry Stonecipher, capo della Boeing, prima richiamato dalla pensione per salvare l’azienda, venne poi cacciato per una relazione sessuale con una dirigente che non dava fastidio a nessuno ma era “fuori dagli standard etici della Compagnia”.

Talvolta la rivelazione di notizie riservate alla amante o comportamenti imprudenti tenuti in locali pubblici hanno determinato l’allontanamento dalla carica ricoperta. Così Robert Moffat, vicepresidente della IBM, venne denunciato e licenziato per avere rivelato informazioni aziendali ad una donna che stava corteggiando e stessa sorte toccò a Steven Hayer, alla guida di Starwood, il gigante degli hotel, sorpreso con una dipendente nel bagno di un ristorante.

A nulla in questi casi è valso il fatto che i suddetti manager avessero conseguito notevoli risultati, dato che per gli americani il comportamento etico del manager, la deviazione dagli standard di correttezza, è più importante e prevale su qualunque risultato economico. E’ questa la spietatezza del capitalismo anglosassone, lasciatemelo dire, un po’ “bacchettone”.

Il caso più eclatante di come determinati comportamenti sessuali da parte di uomini di vertice della finanza possano determinare la perdita di incarichi di prestigio è costituito dal caso di Dominique Strauss Kahn, presidente del Fondo monetario internazionale, incriminato per stupro ai danni di una cameriera di un albergo di New York. Sostenne di essere vittima di un complotto. Al processo il Procuratore distrettuale chiese al giudice di abbandonare i sette gravissimi capi di accusa perché “non è possibile dimostrare la colpevolezza dell’imputato al di là di ogni ragionevole dubbio, visto che il “rapporto precipitoso ( da 7 a 9 minuti) c’è stato ma non esiste modo di chiarire se sia stato imposto o meno”. In altri termini vi sarebbe stata la parola di Strauss- Kahn contro quella della cameriera non ritenuta credibile perché aveva raccontato molte menzogne e dato versioni diverse. Strauss Kahn venne pertanto parzialmente riabilitato dall’Accusa e prosciolto dal giudice.

Ma Strauss-Kahn non era nuovo a vicende a sfondo sessuale. Nel 2008 infatti venne incriminato con l’accusa di abuso di potere per avere favorito una sua ex amante, la bella economista ungherese Piroska Nagy, moglie di Mario Blejer, ex governatore della Banca centrale Argentina ,ex dipendente dello stesso Fmi, e per averla vessata e penalizzata una volta finita la relazione.

E sempre nell’ambito di organismi internazionali non sono mancate gravi conseguenze a carico di alti funzionari in conseguenza di relazioni sessuali. Così’ il Presidente della Banca mondiale, Istituzione sorella del Fondo, fu costretto a lasciare l’incarico a causa del suo rapporto con una sua funzionaria, Shaha Riza e l’Alto commissario per i rifugiati Ruud Lubbers perdette il posto per questioni di sesso.

A Washington gli scandali sessuali si susseguano con frequenza al Congresso: il deputato democratico Tim Mahoney pubblicamente confessò dinanzi ai media americani e alla moglie di avere avuto una relazione con una sua ex collaboratrice. Emerse per altro come in quello stesso periodo intrattenesse una relazione anche con una terza donna. E pensare che nel 2006 era stato eletto sostenendo in campagna elettorale di essere a favore e a sostegno dei valori della famiglia!!

Infine non può non farsi menzione dello scandalo che coinvolse il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton per la relazione intrattenuta, per quasi un anno e mezzo, con l’assistente Monica Lewinsky e che fu sul punto di costargli la Presidenza anche per avere indotto quest’ultima a nascondere la relazione e per aver, per lo stesso fine, giurato anche  il falso. In realtà esistevano delle registrazioni in cui la Lewinsky, conversando con un’altra ex della Casa Bianca, Linda Tripp, repubblicana, fedele a George Bush, riferiva “a tinte molto vivaci” i suoi incontri con il Presidente, incontri che tuttavia smentì dinanzi ai giudici.

Nel 92 poi Clinton venne accusato da tale Jennifer Flowers che sostenne di avere avuto con lui una relazione durata 12 anni. Illary Clinton allora difese il marito dicendo in Tv e ai giornali : “Bill è vittima di manovre ostili. Vogliono privarlo del suo potere e del suo posto nella Storia”.

Ma gli esempi sarebbero numerosi.

Dall’excursus fin qui fatto emerge come i potenti siano in alcuni casi affetti da una forma di sesso compulsivo che in molti casi guarda alla quantità ed è finalizzato soprattutto alla autosoddisfazione senza alcuna considerazione o riguardo per la donna coinvolta. In altri casi il potente può approfittare del suo ruolo per godere di prestazioni sessuali di cui non potrebbe altrimenti beneficiare o delle quali potrebbe beneficiare in modo complicato e dispendioso. Da parte della donna poi il sesso è il modo per arrivare al potere con grande facilità evitando altre strade che più difficilmente consentirebbero il raggiungimento di questo obiettivo. In questi ultimi casi sia il sesso che il potere finiscono con il diventare merce di scambio. Mezzi attraverso i quali si può ottenere un favore sia esso di natura sessuale sia esso legato alla possibilità di ottenere un favore di altra natura da parte di chi esercita il potere. Se dal punto di vista morale il binomio sesso potere appare come qualcosa di estremamente squallido dato che entrambi rappresentano merce di scambio, è anche vero che l’adulto non commette niente di illecito se intenda trattare, a tale stregua, sesso e potere

Scriveva Marx a proposito del potere del denaro: “ Le caratteristiche del denaro sono le mie stesse caratteristiche e le mie forze essenziali: cioè sono le caratteristiche e le forze essenziali del suo possessore. Ciò che io sono e posso non è affatto determinato dalla mia individualità. Io sono brutto, ma posso comprarmi la più bella tra le donne E quindi io non sono brutto, perché l’effetto della bruttezza, la sua forza repulsiva, è annullata dal denaro” ( Marx,1949,p.160)

Si tratta di una costatazione perfettamente applicabile oltre che al denaro anche al potere la cui forza consente al potente di turno di ottenere, anche in campo sessuale, ciò che difficilmente potrebbe ottenere se fosse un comune cittadino.

 

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